Ancora una vittima di abbandono in mare: una corrispondenza di Sergio Scandura

di Redazione

Riceviamo e condividiamo quanto scrive Sergio Scandura, corrispondente di Radio Radicale

La neonata di cinque mesi trovata morta sul barchino è deceduta per malnutrizione: faceva parte di una imbarcazione con 45 Naufraghi, la bimba era stata evacuata da #Humanty1. Perchè un errore ‘battuto’ dall’ANSA ha la sua importanza: il soccorso è avvenuto a 17 miglia sud ovest di #Lampedusa, in area SAR italiana e NON “in acque SAR libiche” (vedi sotto tracciato e analisi OSINT).

Non sappiamo da quale fonte l’ANSA abbia preso l’informazione riguardo “la piccola” che “viaggiava su uno dei barchini che sono stati soccorsi, in acque Sar libiche”. SOS Humanity non lo ha mai detto, anzi: nel comunicato la nave ONG ha specificato che l’imbarcazione soccorsa era partita da Sfax, dalla #Tunisia (e non dunque dalla #Libia come si va a ricavare dal lancio errato ANSA). Dal momento che ANSA non cita la fonte, e non è la prima volta, non sappiamo se l’errore sia dovuto a chi ha scritto il take o – peggio – a una fonte istituzionale dell’ultimo miglio del Viminale o della Guardia Costiera arrivata alla prima agenzia di stampa italiana.

Perchè è importante questo dato e perché è importante far vedere dove in realtà sono stati soccorsi, perchè è importante informare correttamente sul luogo di partenza (ed ecco anche perché il Viminale non gradisce che i giornalisti abbiano notizie dettagliate su ogni evento SAR e ogni sbarco, ne sappiamo qualcosa su questi ‘buchi neri’).

Nonostante la Farnesina a mezzo decreto abbia improvvidamente inserito la #Tunisia tra i “paesi sicuri di provenienza”, il regime di Saied a Tunisi in preda a deliri ‘invasionisti’ – oltre ad arrestare attivisti, avvocati e giornalisti nel suo paese – è autore di azioni disumane nei confronti dei rifugiati: raid violenti negli accampamenti, arresti, espulsioni forzate per centinaia verso il deserto algerino e libico dove restano abbandonati e via andare.

“Malnutrizione”. Quei corpi soccorsi in mare che arrivano dalla Tunisia non sembrano affatto ben messi. Arrivano come ‘pezze’ e non si può certo dire che in Tunisia riescano a beneficiare anche solo di uno stantio odore di assistenza umanitaria, in un paese che peraltro non ha mai tradotto in legge il diritto di asilo e la protezione umantaria. Quei corpi che arrivano dalla #Tunisia ci dicono forse una (ennesima) cosa. Il modello di accordi imbastito da Italia e commissione UE, col memorabile #TeamEurope Meloni-Rutte-von der Leyen che ha reso omaggio al tiranno di Tunisi, ha gli stessi connotati criminogeni del memorandum fatto con i ‘clan’ che governano la #Libia. Forse, raccontare e documentare come i rifugiati arrivino anche dalla Tunisia ridotti a stracci – neonati cadaveri inclusi per malnutrizione – può mettere in imbarazzo gli autori di certi accordi, di certi memorandum concepiti per alcune isterie elettorali sul fenomeno #migranti?

Intanto Piantedosi – e su questo c’è ormai certa assuefazione da disumane ‘prassi’ imposte per legge, anche con qualche responsabilità delle stesse ONG che si mantengono sotto dipendenza da #ChillingEffect – ha assegnato l’ennesima rotta vessatoria ‘utile’ solo ad allontanare le navi di soccorso ONG dall’area SAR: #Humanity1 fa rotta verso #Livorno coi suoi corpi, con i suoi 185 sopravvissuti a bordo soccorsi su quattro imbarcazioni in pericolo, due partite dalla #Libia e due partite dalla #Tunisia.

mappa OSINT via Radio Radicale