Attacco alla Freedom Flotilla Coalition e sequestro di medici, giornalisti e parlamentari

L’esercito israeliano attacca nuovamente una Flotilla. Nelle prime ore di mercoledì 8 ottobre 2025, intercettate e abbordate in acque internazionali, a 120 miglia da Gaza, le 9 imbarcazioni di Freedom Flotilla Coalition (FFC) e Thousand Madleens to Gaza (TMTG). Ancora sotto sequestro medici, giornalisti e parlamentari. 18 tonnellate di aiuti umanitari destinate a Gaza — medicinali, apparecchiature respiratorie, forniture alimentari e nutrizionali — sono state confiscate illegalmente. Per il ministero degli esteri israeliano, “Un altro vano tentativo di violare il blocco navale legale ed entrare in una zona di combattimento si è concluso in un nulla di fatto. Le navi e i passeggeri sono stati trasferiti in un porto israeliano. Tutti sono sani e salvi e in buona salute. Si prevede che saranno espulsi tempestivamente”. Oltre alla liberazione delle persone sequestrate, ed alla fine del blocco navale, con la consegna diretta degli aiuti umanitari al popolo di Gaza, si deve aprire un’inchiesta internazionale indipendente sui crimini commessi contro la Flotilla e i suoi membri e per l’acertamento di tutte le responsabilità e complicità.

Comunicato stampa della FFC:

“Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre, l’esercito di occupazione israeliano ha attaccato e sequestrato la Flotilla in piene acque internazionali, a 120 miglia nautiche (220 km) da Gaza, commettendo un ennesimo atto di pirateria, in violazione palese del diritto marittimo internazionale e delle Convenzioni delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS). La Freedom Flotilla Coalition (FFC) e Thousand Madleens to Gaza (TMTG) confermano che le imbarcazioni dirette a Gaza — 8 barche a vela e la nave Conscience — sono state intercettate, abbordate con la forza e attaccate illegalmente alle 04:34 di oggi, mentre navigavano in una zona dove Israele non ha alcuna giurisdizione né diritto di intervento. A bordo si trovavano equipaggi interamente disarmati, composti da medici, infermieri, giornalisti, parlamentari e attivisti internazionali. Tutte e tutti sono stati rapiti e sequestrati con la forza, mentre le 18 tonnellate di aiuti umanitari destinate a Gaza — medicinali, apparecchiature respiratorie, forniture alimentari e nutrizionali — sono state confiscate illegalmente. Questi aiuti erano diretti principalmente agli ospedali di Gaza; dopo due anni di assedio e bombardamenti, la popolazione vive in condizioni di carestia e collasso sanitario, e i medici ci hanno chiesto aiuto, dato che non hanno più medicinali e sono esausti.

“Israele non ha alcuna autorità legale per detenere volontari internazionali a bordo di navi civili umanitarie”, ha dichiarato David Heap, membro della Canadian Boat to Gaza e del Comitato di Coordinamento della Freedom Flotilla Coalition. “Questo sequestro viola apertamente il diritto internazionale e sfida le ordinanze vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia, che impongono un accesso umanitario senza ostacoli a Gaza. I nostri volontari non sono soggetti alla giurisdizione israeliana e non possono essere criminalizzati per aver consegnato aiuti o denunciato un blocco illegale. La loro detenzione è arbitraria, illegittima e deve terminare immediatamente.”

Questo nuovo crimine segue il sequestro illegale e la detenzione arbitraria degli equipaggi delle navi della Global Sumud Flotilla, nonché delle precedenti missioni Handala e Madleen, e l’attacco con droni israeliani contro la nave Conscience lo scorso maggio nelle acque europee, che lasciò l’imbarcazione in fiamme e fuori uso. Si tratta di una strategia deliberata di violenza e intimidazione, volta a impedire la solidarietà internazionale e a criminalizzare la cooperazione umanitaria. Israele mostra ancora una volta di non temere alcuna conseguenza, protetto dall’inerzia complice dei governi occidentali, che tacciono di fronte a crimini evidenti, violazioni sistematiche del diritto internazionale e atti di guerra contro civili disarmati.

Israele continua ad agire nell’impunità più assoluta, violando: le ordinanze vincolanti della Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) che impongono il libero accesso degli aiuti umanitari; le Convenzioni di Ginevra, che tutelano civili e operatori umanitari; il diritto del mare, che garantisce la libertà di navigazione in acque internazionali; e ogni principio etico e umano alla base del diritto internazionale.

La Freedom Flotilla Coalition e Thousand Madleens to Gaza denunciano con forza questo ennesimo crimine di guerra e chiedono a tutti i governi, alle Nazioni Unite, alla Corte Penale Internazionale e alla società civile mondiale di agire immediatamente per fermare l’escalation e imporre la fine dell’assedio genocida contro Gaza.

Chiediamo:

La fine immediata del blocco illegale e mortale imposto alla Striscia di Gaza;

La cessazione del genocidio israeliano contro la popolazione civile;

Il rilascio immediato e incondizionato di tutti i volontari rapiti;

La consegna diretta e immediata degli aiuti umanitari ai palestinesi, senza alcun controllo israeliano;

L’apertura di un’inchiesta internazionale indipendente sui crimini commessi contro la Flotilla e i suoi membri;

La piena responsabilità e condanna ufficiale per gli attacchi militari israeliani contro imbarcazioni civili umanitarie in acque internazionali;

La comunità internazionale ha il dovere morale e giuridico di reagire.
Ogni silenzio, ogni rinvio, ogni neutralità è complicità con il crimine.

Le nostre navi non portavano armi, ma coscienza, solidarietà e umanità.
Ed è proprio questo che Israele teme di più.


TODAY.IT

8 ottobre 2025

La nuova Flotilla verso Gaza fermata da Israele: dieci italiani a bordo, saranno espulsi a breve. “Oggi tutti in piazza”

Gli attivisti: “L’equipaggio disarmato è stato rapito, così come gli aiuti”. Il ministero degli Esteri dello Stato ebraico conferma il blocco. Da Nord a Sud previste manifestazioni di protesta


RAI NEWS

23:30 07 Ottobre

L’ONU: “Israele continua a ostacolare l’ingresso di aiuti a Gaza”

Continuano le difficoltà per le missioni umanitarie Onu di entrare a Gaza per portare gli aiuti alla popolazione. Così le Nazioni Unite nel corso dell’incontro quotidiano con i media internazionali, al Palazzo di Vetro”. 

“Ieri – ha detto il portavoce, Stephane Dujarric – otto su venti missioni coordinate dalle Nazioni Unite con le autorità israeliane sono state facilitate, incluse le operazioni di raccolta dei rifornimenti dal valico di Kerem Shalom. Quattro missioni sono state cancellate dagli organizzatori e quattro missioni sono state negate, tra cui la raccolta di carichi alimentari già entrati a Gaza. Altre quattro missioni sono state ostacolate sul terreno: queste includevano raccolte di carichi alimentari dai valichi di Kerem Shalom, Karem Abu Salem e Kissufim, parzialmente completate, nonché la raccolta di forniture mediche, che è stata portata a termine nonostante vari impedimenti”. 

Per un reale potenziamento delle operazioni umanitarie, ha spiegato l’Onu, “devono essere aperti ulteriori valichi e le restrizioni sull’ingresso e il movimento degli aiuti umanitari all’interno di Gaza devono essere revocate immediatamente”. Attualmente, solo un numero limitato di organizzazioni umanitarie e agenzie Onu è autorizzato dalle autorità israeliane a portare rifornimenti.


ADIF

3 settembre 2025

Sulla illegittimità del blocco navale di Gaza

di Fulvio Vassallo Paleologo


ASGI

29 settembre 2025

La legalità della Global Sumud Flotilla e gli obblighi di protezione dell’Italia

L’azione della Global Sumud Flotilla è legittima. Con questo documento come ASGI, GIURISTI DEMOCRATICI e Comma 2–Lavoro è Dignità vogliamo fornire chiarezza sulle norme del diritto internazionale applicabili e sulle responsabilità derivanti dalla loro violazione, anche alla luce di affermazioni contrarie al diritto internazionale espresse da esponenti del Governo italiano.