Salviamo la Conscience ed il popolo di Gaza

di Fulvio Vassallo Paleologo

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L’attacco alla nave umanitaria Conscience, che doveva portare aiuti alla popolazione civile di Gaza, è cominciato prima delle esplosioni che ne hanno squarciato la prua, e prosegue ancora con il rifiuto delle autorità maltesi di concedere un porto sicuro alla nave, e con la complicità, silente o ipocrita, degli Stati che stanno permettendo ad Israele lo sterminio per fame dei Gazawi, dopo il blocco degli aiuti seguito alla fine della fragile tregua di questo inverno. Se non è ancora chiara la dinamica dell’attacco sono evidenti le responsabilità dei governi che lo hanno facilitato, creando le condizioni per una sostanziale impunità, e che adesso ne stanno aggravando le conseguenze.

La nave, della Freedom Flotilla Coalition (FFC), era partita dal porto di Biserta, sulla costa settentrionale della Tunisia, alle 20:30 di martedì 29 aprile, diretta come tappa intermedia a Malta, dove avrebbe dovuto imbarcare alcuni attivisti internazionali. Poche ore prima dell’attacco, avvenuto nella tarda serata di giovedì 1 maggio, il governo di Palau ritirava la bandiera della nave, mentre questa era ancora in navigazione, lasciandola esposta ad ogni possibile tipo di sequestro, rendendo meno sanzionabile anche un attacco armato, come i fatti successivi hanno confermato. Senza il governo dello Stato di bandiera che presenti una denuncia agli organi della giustizia marittima internazionale ed alle Nazioni Unite diventa ancora più arduo, infatti, accertare le responsabilità. Sono gli Stati, e non i privati, che possono agire davanti al Tribunale internazionale di diritto del mare.

Non è difficile risalire a chi avrà esercitato pressioni su quel governo per impedire che la nave potesse proseguire la navigazione con la sua bandiera. Nel suo rapporto del 2025, “Lo stato dei diritti umani nel mondo”, Amnesty International ha descritto il 2024 come l’anno in cui il mondo è diventato spettatore passivo di un “genocidio trasmesso in diretta streaming” a Gaza. Adesso dopo l’elezione di Trump e gli accordi con il premier israeliano questo stato di illegalità internazionale si estende a tutto il Mediterraneo ed oltre, perchè evidentemente si riesce ad influire anche su Stati molto lontani, quando si devono perpetrare altre violazioni del diritto internazionale.

Nel tardo pomeriggio di giovedì 1 maggio un C-130 dell’aeronautica israeliana, dotato di speciali sensori di avvistamento e tracciamento, è decollato da una base aerea a sud di Tel Aviv. per raggiungerei a bassa quota la costa orientale di Malta, sorvolando più volte per circa un’ ora il banco di ancoraggio in acque internazionali, area nella competenza della ZEE (zona di esclusivo interesse economico) riconosciuta alle autorità maltesi. E’anche una zona di mare nota per attività di contrabbando di petrolio che si svolgono sotto gli occhi delle autorità de La Valletta, come alcune inchieste condotte in Italia hanno dimostrato. Dopo l’attacco subito dalla Conscience, mentre era in avvicinamento all’area di ormeggio in acque internazionali, l’UK Defence Journal chiedeva: “Abbiamo appena assistito all’uso di droni vaganti dispiegati da un aereo militare con equipaggio?”. Le prime indagini condotte dagli esperti sulle foto dell’area di coperta colpita e dei tracciati di volo, tendono a ritenere compatibili le evidenze delle esplosioni a bordo della nave con il rilascio in quota di droni vaganti con cariche esplosive, direttamente dal portellone dell’aereo in volo. Inutile a questo punto che le autorità maltesi neghino che l’aereo israeliano sia entrato nelle acque territoriali, perchè la Conscience, quando è stata attaccata, si dirigeva alla zona di ormeggio in acque internazionali, ad est di Malta, ma in zona FIR e SAR maltese, 14-16 miglia circa, al largo della costa de la Valletta. Esattamente la stessa zona battuta poche ore prima dal C 130 dell’aeronautica israeliana.

Non è del resto difficile ipotizzare che uno Stato che già nel 2010 aveva colpito un’altra nave umanitaria che stava portando aiuti a Gaza, la Mavi Marmara, affondandola e uccidendo dieci attivisti, lo stesso Stato che oggi colpisce impunemente ambulanze, operatori sanitari e giornalisti, oltre a proseguire nel silenzio della comunità internazionale la quotidiana strage della popolazione civile nella Striscia di Gaza, abbia fatto ricorso ad un ulteriore attacco ad una nave umanitaria in acque internazionali. Un atto criminale che comunque risuona come un avvertimento di morte per chiunque voglia portare aiuti al popolo palestinese sotto assedio. Perchè a questo punto sono ancora possibili altri attacchi verso chiunque cerchi di avvicinarsi alle coste di Gaza per rifornire la popolazione stremata dai bombardamenti e dal blocco degli aiuti umanitari. Dopo l’impunità garantita agli aggressori della Mavi Marmara, anche per il ruolo debolissimo giocato dalla Corte Penale internazionale, quanto avvenuto al largo di Malta trova ancora una volta le sue cause profonde nella tolleranza verso le violazioni del diritto internazionale commesse da Israele ai danni del popolo palestinese. Vedremo se oggi la Corte Penale internazionale, sottoposta ad un attacco senza precedenti, riuscirà ad indagare anche in questa direzione.

Oltre ai responsabili diretti, ce ne sono molti altri indiretti, come la stessa stampa israeliana ha svelato. Secondo il Times of Israel,  le autorità di Malta, Grecia e Turchia hanno avvertito che avrebbero sequestrato la nave se fosse arrivata in porto. Le autorità de La Valletta, dopo avere prestato i primi soccorsi per spegnere l’incendio a bordo della nave, hanno negato l’ingresso in porto per effettuare riparazioni, anche se la nave si trova nella zona SAR (ricerca e salvataggio) maltese, ed hanno pure bloccato due piccole imbarcazioni che con alcuni attivisti internazionali cercavano di raggiungere la Coscience.

Il governo maltese impedisce l’ingresso in porto dell’imbarcazione perché non batte bandiera né è assicurata, anche se il diritto di passaggio degli aiuti umanitari è garantito dalle Convenzioni di Ginevra. Di fatto, con il suo silenzio, non offre alcuna alternativa al sequestro, se la nave entrerà comunque nelle acque territoriali maltesi, se non all’affondamento, con la perdita del prezioso carico di aiuti che la nave trasportava per sopperire al blocco imposto ad una popolazione ormai ridotta alla fame. La Turchia ha definito l’attacco “inaccettabile”, ma in precedenza ha negato l’autorizzazione a fare partire la nave umanitaria dai suoi porti. Evidentemente il governo turco condivide la decisione maltese di fare sbarcare l’equipaggio senza consentire l’ingresso in porto per la riparazione della nave. Che tanti vorrebbero vedere affondare.

In un post su X, il Commissario europeo per l’equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, Glenn Micallef, ha condannato l’attacco definendolo “una palese violazione del diritto internazionale, in netto contrasto con i nostri valori europei e contrario ai principi fondamentali dell’umanità”, aggiungendo che “Gli aiuti umanitari sono vitali per la sopravvivenza della popolazione di Gaza, soprattutto per i bambini. Da due mesi, i bambini della Striscia di Gaza sono privati ​​di beni, servizi e cure essenziali. Ogni attacco a un trasporto di aiuti, sia via terra che via mare, è un attacco ai bambini”. Ma non basta un singolo post, occorre chiedere una condanna formale dell’attacco alla Commissione europea. Deve essere avviata al più presto una indagine indipendente, affidata dall’Unione europea, dal momento che Malta è Stato membro, ad esperti internazionali.

Mentre in Italia domina un silenzio che diventa complicità in crimini contro l’umanità, nelle prime ore di sabato 3 maggio, la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati, Francesca Albanese, ha lanciato l’allarme sulla sorte della nave colpita, che si trovava ancora in alto mare: “La Conscience (nave della flottiglia) si trova attualmente al largo di Malta e deve raggiungere un porto sicuro per riprendersi dall’attacco. Un’altra notte in mare aperto potrebbe renderla vulnerabile a un altro attacco.”

L’arcivescovo maltese Charles Scicluna ha denunciato l’attacco contro la Freedom Flotilla definendolo un “grave atto di aggressione” esprimendo una seria preoccupazione sia per il popolo maltese che per la comunità internazionale. Domenica 4 maggio alcune associazioni maltesi hanno indetto per le 17,30 a La Valletta una manifestazione di solidarietà. Ma occorrono atti concreti di solidarietà da parte di autorità di governo che non si vogliano rendere complici di questo attacco che si configura oggettivamente come un crimine contro l’umanità. La Conscience deve fare immediatamente ingresso per ragioni di “forza maggiore” nelle acque territoriali maltesi anche per prevenire ulteriori attacchi. In caso contrario si dovrà chiedere la sospensione o la revoca della zona SAR maltese e la competenza sui soccorsi dovrà essere trasferita alle autorità italiane.

Al di là di qualunque ipotesi di blocco navale per ragioni difensive e di sicurezza, nessuna norma di diritto internazionale autorizza attacchi a navi in libera navigazione in acque internazionali, cariche di aiuti umanitari per la popolazione civile, anche se queste sono state private di una bandiera dallo Stato presso cui sono iscritte. Sono tempi in cui le alleanze tra le grandi potenze sono state strette all’insegna della negazione del diritto internazionale, ma è ancora possibile, anzi doveroso, operare nel rispetto della normativa convenzionale che garantisce la sicurezza della navigazione ed il diritto di portare soccorsi, come stabilito dalle Convenzioni di Ginevra del 1949, base del diritto internazionale umanitario. La Prima e la Seconda Convenzione impegnano gli Stati a proteggere i feriti, i malati, i naufraghi indipendentemente dalla parte in cui combattono, e il personale medico, le ambulanze e gli ospedali. La Terza Convenzione regola il trattamento dei prigionieri di guerra. La Quarta Convenzione contiene norme a protezione dei civili in tempo di guerra. Nel 1977 sono stati approvati due Protocolli aggiuntivi, I e II che Israele non ha ratificato. Il Primo integra la Quarta Convenzione con regole più precise sulla condotte belliche, quali il divieto di attaccare persone e installazioni civili von la limitazione dei mezzi e dei metodi autorizzati. Il Secondo sviluppa l’art. 3, comune alle quattro Convenzioni, in merito alla protezione delle vittime dei conflitti armati non internazionali e si applica a tutti i conflitti armati. Ciascuna Parte contraente accorderà il libero passaggio per qualsiasi invio di medicamenti e di materiale sanitario, come pure per gli oggetti necessari alle funzioni religiose, destinati unicamente alla popolazione civile, anche se nemica. Essa autorizzerà pure il passaggio di qualunque invio di viveri indispensabili, di capi di vestiario e di ricostituenti riservati ai fanciulli d’età inferiore ai quindici anni, alle donne incinte o alle puerpere(art. 23). Le violazioni di queste norme sono da considerare come crimini di guerra.

Nel più breve tempo possibile uno Stato che non condivida le violazioni del diritto internazionale commesse dal governo israeliano, magari uno degli Stati che si sono dichiarati pronti a riconoscere lo Stato di Palestina, deve concedere la sua bandiera alla Conscience bloccata nella zona di ormeggio in acque internazionali al largo della costa di Malta. La restituzione della bandiera alla Conscience rappresenta il primo passo per evitare ulteriori attacchi e mantenere ancora attuabile il progetto di portare aiuti alla popolazione palestinese sotto assedio.


GIUSEPPE PACCIONE

Violazione del diritto internazionale inerente la vicenda dell’intervento militare israeliano sui battelli umanitari in alto mare

Sommario: 1. – L’opinio juris dello Stato di Israele; 2. – Lo Stato di Israele in violazione delle norme di diritto internazionale; 3. – Israele e la sua violazione delle norme inerente il diritto internazionale del mare; 4. – il blocco navale secondo le norme internazionali; 5. – La legittima difesa e preventiva; 6. – Terrorismo marittimo; 7. – Il terrorismo come crimine
internazionale autonomo; 8. – Conclusioni.


AGGIORNAMENTO DI DOMENICA 4 MAGGIO ORE 17

MALTA INDEPENDENT

Sunday, 4 May 2025, 16:17

Freedom Flotilla Coalition welcomes Malta offer of repairs; still wants to be let into Malta

La Freedom Flotilla Coalition (FFC) ha dichiarato domenica di aver ricevuto un gradito aggiornamento dal governo di Malta, con la dichiarata intenzione di fornire supporto logistico e potenziali riparazioni alla nostra nave, la “Conscience”.

Questo dopo che domenica mattina il Primo Ministro Robert Abela aveva dichiarato ai giornalisti che Malta avrebbe effettuato e pagato le riparazioni necessarie alla nave, che ha subito un presunto attacco con drone nelle prime ore di venerdì e che attualmente si trova appena fuori dalle acque territoriali maltesi, ma solo se e quando un perito marittimo sarà autorizzato a salire a bordo – cosa che il capitano della nave non ha ancora autorizzato.


Bene. Ma non hanno ancora garantito l’ingresso in porto. Inoltre dopo i lavori di ripristino, senza una bandiera offerta da uno Stato che iscrive la nave nei suoi registri, la Conscience non potrà navigare. E i maltesi potrebbero prolungare i tempi del PSC [controllo in porto sulla navigabilità e sulle dotazioni] per un tempo indeterminato, come hanno fatto le autorita’ italiane, con le navi delle Ong che soccorrevano naufraghi nel Mediterraneo centrale. Fino a quando una sentenza della Corte di giustizia UE ha ridimensionato i poteri degli Stati di imporre fermi amministrativi anche in questi casi.

(Fulvio Vassallo Paleologo)


THE MARITIME EXECUTIVE

4 maggio 2025 9:01

Dopo due esplosioni su una nave umanitaria, una ONG afferma che Malta sta ostacolando le riparazioni


AGGIORNAMENTO DI LUNEDI’ 5 MAGGIO

YNET NEWS – – ISRAEL

5 maggio 2025

Gaza flotilla is still stuck at sea, and Malta is investigating whether explosion was self-inflicted

Senior Maltese security official says he is investigating whether the flotilla was planned as a diversion for an Iranian cargo ship bringing weapons to Hezbollah in Lebanon


TIMES OF MALTA

5 maggio 2025

Conscience blast was ‘external strike with loitering munition’, experts believe

Military experts believe it was a calculated attack to send a warning; No replies from Israeli embassy

 Herman Grech, Matthew Bonanno 

Due fonti indipendenti di sicurezza marittima e militare, che hanno parlato con il Times of Malta in condizione di anonimato, hanno affermato che le prove fotografiche dei danni a bordo della nave Conscience indicano che si è trattato di un attacco alla nave e non di un incidente.

“Dalle immagini che ho esaminato, sembra che il danno provenga dall’esterno verso l’interno. Sembra un attacco militare strategico mirato a mettere fuori uso la nave e non a uccidere le persone a bordo. In altre parole, è un avvertimento a non proseguire il viaggio”, ha affermato una fonte con molti anni di esperienza militare e marittima.


LOVIN MALTA

5 maggio 2025

Ispettore marittimo per valutare i danni causati alla nave della flottiglia di Gaza

Sebbene il primo ministro Robert Abela abbia detto che il capitano della nave si era inizialmente rifiutato di far salire a bordo un ispettore locale, sembra che ci siano stati alcuni sviluppi.

TVM ha riferito che il capitano ha accettato di consentire a un ispettore marittimo di salire a bordo della nave al di fuori delle acque territoriali maltesi.

Abela ha detto che Malta pagherà i costi per riparare i danni alla nave, ma solo dopo che un ispettore marittimo avrà valutato la natura del danno e una volta accertato che il carico della nave è un aiuto umanitario destinato alla popolazione di Gaza.


TIMES OF MALTA

 5 mag 2025

Watch: New video shows immediate aftermath of ‘strike’ on aid vessel

 Matthew Bonanno 

Captain tells Israel: ‘You will never succeed’


MALTA TODAY

5 May 2025

Abela’s views on defence spending ‘stronger’ after alleged drone attack on aid vessel

Matthew Farrugia

Prime Minister Robert Abela says Malta’s strong position on neutrality allowed country to take firm stand on alleged drone attack on Gaza Freedom Flotilla vessel Conscience


CODEPINK

5 May 2025

I Am In Malta With The Gaza Flotilla Ship ‘Conscience’ Bombed By Israel

By Colonel (Ret) Ann Wright


LA REPUBBLICA

5 maggio 2025

Gaza, Israele approva conquista e occupazione. Ma l’Idf frena: “Non dove sono gli ostaggi”

Scontro nel gabinetto di sicurezza, ma il piano militare per l’allargamento dell’offensiva passa all’unanimità. Gli aiuti per ora non passano. Ben Gvir: la Striscia ha cibo a sufficienza. Il capo di Stato maggiore lo attacca: “Non li possiamo affamare”


THE GUARDIAN

5 maggio 2025

Middle East crisis live: Trump visit offers only chance to avoid new Gaza onslaught, Israeli official warns

US president’s visit next week presents a ‘window of opportunity’ for a hostage deal, according to a defence official

“If there is no hostage deal, Operation ‘Gideon Chariots’ will begin with great intensity and will not stop until all its goals are achieved,” he said, following a decision by the security cabinet to approve an expanded operation


RADIO ONDA D’URTO

5 maggio 2025

FREEDOM FLOTILLA: ANCORA BLOCCATA IN ACQUE TERRITORIALI AL LARGO DI MALTA LA NAVE CONSCIENCE CHE PORTAVA AIUTI UMANITARI A GAZA

La nave Conscience di Freedom Flotilla – colpita da droni con ogni probabilità israeliani in acque internazionali mentre partiva per Gaza carica di aiuti – è ancora bloccata e tenuta fisicamente fuori dalle acque territoriali di Malta, che minaccia di arrestare attiviste e attivisti. La nave intanto imbarca acqua ed è senza energia elettrica perché l’attacco ha colpito, a prua, il generatore. 

La Freedom Flotilla Coalition chiede al governo maltese di consentire un passaggio sicuro e senza ostacoli in entrata o in uscita dalle acque maltesi, concedere accesso immediato alle squadre di supporto della Flottiglia per fornire assistenza; ottemperare ai propri obblighi ai sensi del diritto marittimo internazionale per proteggere una nave civile in difficoltà.


PARLAMENTO EUROPEO

5 maggio 2025

Call for condemnation – Letter from 23 EU-MEPs to Kaja Kallas 05-05-2025

Strasbourg, May 5, 2025
To the attention of Executive Vice-President Kaja Kallas

Subject: Drone attack on international waters of European humanitarian workers

Dear Executive Vice-President,
It is with deep sorrow we learn of Israel’s unjustified attack to the Freedom Flotilla carrying humanitarian aid to Gaza. Drones carried the attack, which took place in international waters close to Malta, an EU Member State, thousands of kilometres from Gaza, the destination of the vessel. This is yet again another unlawful action and a serious crime committed by the State of Israel. A State that operates with impunity in the eyes of the world.

After this severe attack, perpetrated nearby an EU Member State, the European Union and its Member States must take a stand, and speak out immediately to condemn and react to a crime that erodes the very existence purpose of the European project, peace.

We demand that the European Union take action on this issue, we demand that international waters must be respect, and above all, we demand to stop the genocide in Gaza. The European Union must respond and denounce the ongoing impunity of genocide in Gaza.

The MEPs signatories of this letter demand you as Executive Vice-President and High Representative for Foreign Affairs and Security Policy to speak out to condemn this attack on humanitarian aid workers, activists and EU citizens and to mediate with Maltese authorities to fulfil its obligations under international maritime law to protect a civilian ship in distress.

Kind regards,
Ana Miranda Paz, Greens/EFA – Bloque Nacionalista Galego (Galiza/Spain)
Lynn Boylan, The Left – Sinn Féin (Ireland)
Leoluca Orlando, Greens/EFA – Independent (Italy)
Benedetta Scuderi, Greens/EFA – Verdi (Italy)
Mimmo Lucano, The Left – Alianza Verdi i Sinistra (Italy)
Aodhán Ó Ríordáin, S&D – Labour Party (Ireland)
Rima Hassan, The Left – La France Insoumise (France)
Maria Ohisalo, Greens/EFA – Vihreä liitto (Finland)
Mounir Satouri, Greens/EFA – Les Écologistes (France)
Saskia Brickmont, Greens/EFA – Ecolo (Belgium)
Matjaž Nemec, S&D – Socialni demokrati (Slovenia)
Irene Joveva, Renew Europe – Gibanje Svoboda (Slovenia)
Abir Al-Sahlani, Renew Europe – Centerpartiet (Sweden)
Evin Incir, S&D – Arbetarepartiet- Socialdemokraterna (Sweden)
Vicent Marzà, Greens/EFA – Compromís (País Valencià/Spain)
Diana Riba i Giner, Greens/EFA – Esquerra Republicana de Catalunya (Catalonia/Spain)
Estrella Galán, The Left – Movimiento Sumar (Spain)
Irene Montero, The Left – Podemos (Spain)
Isabel Serra, The Left – Podemos (Spain)
Carola Rackete, The Left – Independent (Germany)
Hana Jalloul, S&D – Partido Socialista Obrero Español (Spain)
Jaume Assens, Greens/EFA – Movimiento Sumar (Spain)
Pernando Barrena, The Left – EH Bildu (Euskal Herria/Spain)


AGGIORNAMENTO DI MARTEDI’ 6 MAGGIO

MALTA TODAY

6 May 2025

Cassola questions whether Israel told Malta to not allow vessel access to territorial waters

 Karl Azzopardi

Momentum chairperson Arnold Cassola says government received a request from Israel in the days preceding the attack on the Conscience to not allow the vessel access to Maltese territory


LOVIN MALTA

May 6, 2025

Maltese Government Shows No Interest In Finding Out Who Ordered Gaza Flotilla Drone Strike

Yannick Pace

The Prime Minister’s office has refused to answer direct questions about what Malta intends to do following last week’s drone strike on a Gaza-bound humanitarian vessel in international waters near its territory — and the signs point to inaction.


AGENZIA ANADOLU (AA) – TURKEY

06.05.2025

6 Turkish citizens on Gaza-bound aid ship hit by drones return home

Diyar Guldogan

Citizens are in good health, say sources with Turkish Foreign Ministry

“Six Turkish citizens who were on board a Gaza-bound humanitarian aid ship that reportedly came under a drone attack in international waters off Malta returned to Türkiye over the weekend, sources with the Turkish Foreign Ministry said Monday”.

…”Commenting on the attack, the UN Special Rapporteur for the Palestinian Territories, Francesca Albanese, said she was shocked that political leaders were not denouncing the attack on a civilian ship delivering aid to a starving population.

EU leaders should condemn this act, demand an urgent investigation & urgent access to the ship, stranded in int’l waters,” she said on X.”


MALTA TODAY

06.05.2025

Gli attivisti a bordo della nave colpita da un drone dicono che le autorità li hanno trattati come se avessero “bombardato qualcuno”

Matthew Farrugia

Gli attivisti sono stati portati direttamente all’aeroporto internazionale di Malta dove si sono imbarcati su un volo per la Turchia


TIMES OF MALTA

06.05.2025

Ian Borg refuses to confirm if Israel asked Malta to block Gaza-bound ship

 Daniel Ellul 

No weapons found on Conscience attacked near Malta, says minister

….”Borg was leaving a Cabinet meeting on Tuesday afternoon when he was asked to respond to claims made by Arnold Cassola that the Israeli government asked Malta not to allow the vessel access to its territorial waters or harbours.

On Tuesday morning, the Momentum chairperson said the Israeli government had sent “an official written request to the government of Malta informing that the vessel did not have current certification and therefore was requesting that the Maltese authorities either do not allow the vessel access to Maltese waters and harbours or else that Malta allows it into our waters and detains it.”….


CAMERA. ORG – Committee for Accuracy in Middle East Reporting and Analysis

06.05.2025

All At Sea: Reuters’ Confused Coverage Of Conscience, The Latest Gaza ‘Aid’ Ship

By: Tamar Sternthal


TIMES OF MALTA

06.05.2025

Malta to make ‘minor repairs’ to Gaza aid vessel so it can sail on

Repairs will be carried out at sea, vessel is carrying ‘limited’ food and drink for humanitarian purposes

The inspection revealed that the vessel was carrying only food and drink for crew members to last around 30 days. “The captain indicated that a limited part of the food and drink supplies were for humanitarian purposes,” the statement added.


AGRIGENTO NOTIZIE

6 maggio 2025

L’attacco alla nave che trasportava aiuti umanitari a Gaza, l’arcivescovo Damiano: “Atrocità senza fine”

Piena solidarietà al pastore maltese Charles Scicluna e alla sua aperta condanna all’atto che ha colpito chi si impegna ad aiutare persone indifese: “Fare chiarezza sui fatti e rilevarne le responsabilità”


AFRICA EXPRESS

6 maggio 2025

Salviamo Gaza: firma l’appello per riconoscere lo Stato della Palestina

Africa ExPress ha lanciato un appello al governo e al parlamento perché l’Italia riconosca lo Stato di Palestina, istituito, come lo Stato di Israele, da una risoluzione dell’ONU. Non possiamo restare silenziosi davanti al massacro di civili inermi che sta avvenendo a Gaza.

Occorre fermare un strage decisa con cinismo e determinazione. Il riconoscimento della Palestina come Stato può essere la pietra angolare per avviare un processo che porti a una pace duratura e permetta una convivenza tra due popolazioni che si combattono da quasi 80 anni. Qui sotto il link dove si trova testo dell’appello che invitiamo tutti a firmare:

Appello: Riconoscere lo Stato della Palestina

Perchè riconoscere la Palestina? Perchè serve per fare nuove pressioni politiche su Israele, visto che secondo l’Onu lo stato palestinese doveva essere creato già nel 1948. Perché serve per dimostrare che gli Stati non se ne lavano le mani davanti alla persecuzione etnica/genocidio/pulizia etnica in corso a Gaza in queste ore.

Cinquecentosettantaquttro giorni di guerra

Siamo al 574esimo giorno di guerra, iniziata il 7 ottobre 2023 con il sanguinoso attacco di Hamas e la morte di 1.200 israeliani (in parte uccisi dagli attacchi dell’esercito amico).

Gaza subisce una guerra da 19 mesi e da 67 giorni non riceve nessun cibo, perché secondo lo Stato di Israele gli aiuti umanitari finiscono tutti ad Hamas e quindi è legittimo bloccare i 650 camion che avevano ripreso per poche settimane ad entrare nella Striscia tra metà febbraio e i primi di marzo. Quindi è legittimo, secondo il governo Netanyahu affamare i civili, per impedire che anche i guerriglieri mangino.

Premio Oscar

Riconoscere la Palestina significa non essere complici degli abomini che stanno succedendo anche nella West Bank, dove solo nelle ultime ore ci sono stati scontri nella zona di Nazareth, sono state distrutte undici case a Masafer Yatta diventata famosa col film premio Oscar No Other Land, ci sono stati attacchi nei campi di Tulkarem e di Nur Shams.

Questi attacchi vengono organizzati dai coloni che incendiano, aggrediscono, distruggono cercando di impedire la vita quotidiana ai palestinesi che non hanno niente a che vedere né con Hamas, né con la guerriglia.

Semplicemente resistono da decenni rivendicando la loro patria e la proprietà di terreni di loro proprietà dei tempi dall’Impero ottomano e di cui non hanno uno straccio di carta per dimostrare il possesso legale.

Solidarietà con gli israeliani anti-Netanyahu

Riconoscere la Palestina significa anche essere solidali con i pochi israeliani che contestano il governo Netanyahu.

Si tratta per lo più dei parenti degli ostaggi (59 pare tra vivi e morti) e di parenti di chi fu ucciso nell’attentato del 7 ottobre. Molti corpi sarebbero stati portati via da Hamas. Quindi diverse famiglie chiedono al premier di far rientrare le salme dei defunti per celebrare un funerale degno della memoria.

Una psicologa che si occupa dei parenti degli ostaggi insieme ad altri attivisti ha organizzato un momento di preghiera per i rapiti e le vittime palestinesi in una sinagoga a nord di Tel Aviv a Ra’anana nei giorni scorsi.

Barricati nel tempio

Una parte di loro ha dovuto barricarsi dentro il tempio e altri sono stati aggrediti da una folla inferocita di coloni. Ebrei contro ebrei, al grido di “ashenaziti a Gaza” e “sei il diavolo”. Diverse persone sono tornate a casa ricoperte di sputi.

Sono i messianici a spadroneggiare. Credono che Amalek (cioè il male assoluto della Bibbia, impersonato dai palestinesi) voglia distruggere il popolo ebraico. Il governo è con loro.

Il bando ai media

Riconoscere la Palestina serve a fare in modo che i giornalisti dei media internazionali possano di nuovo entrare nella Striscia di Gaza e possano essere testimoni di quanto è accaduto e sta accadendo. Il divieto israeliano che ha impedito agli operatori dell’informazione di entrare nell’enclave è un altro segnale di come Israele non sia per niente quel Paese democratico che pretende di essere.

Ricordiamoci che lo Stato ebraico ha deliberatamente ucciso almeno 400 giornalisti nella Striscia, perché non vuole testimoni che possano raccontare i continui massacri.

Riconoscere lo Stato della Palestina potrebbe servire a indire nuove elezioni e restituire uno straccio di pace, che avverrà solo con l’intervento di forze internazionali Onu, visto che l’ultima proposta di Hamas di cinque anni di tregua contro la restituzione di tutti gli ostaggi, è stata appena rifiutata dallo Stato ebraico.

E Netanyhau dopo l’incontro con il presidente degli Usa in visita in Medio Oriente tra il 13 e il 16 maggio, potrebbe ottenere l’ennesimo via libera alla rioccupazione di tutta Gaza o almeno della parte centro-nord con compressione dei 2 milioni di palestinesi  costretti alla fame nel sud della Striscia.

Africa ExPress


AGGIORNAMENTO DI MERCOLEDI’ 7 MAGGIO

LOVIN MALTA

07.05.2025

Maltese Government Confirms Vessel Conscience Can Sail After Minor Repairs At Sea

Charlene Galea


MALTA TODAY

7 May 2025

A deafening Maltese and European silence

The Maltese government must take the lead and demand that the UN Security Council authorise an investigation into the attack on the Gaza-bound ship so that the truth can be outed.


ITALPRESS

7 maggio 2025

Malta, Borg “announcements about Conscience when time comes”

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – “Maltese Foreign Minister Ian Borg refused to confirm or deny media reports that the Israeli government had asked Malta to block access to the humanitarian vessel Conscience before it was allegedly attacked by drones. Borg, describing the matter as “sensitive”, told the Times of Malta that the government would make official announcements on the matter when it deems appropriate.

“This is a sensitive issue and therefore we need to be cautious”, he said. The Conscience, operated by the Freedom Flotilla Coalition, was on its way to Gaza to deliver humanitarian aid when it was allegedly hit by drones on Friday 2 May. Following an inspection by a Maltese government-appointed marine surveyor, authorities announced that the Conscience suffered only minor damage and is considered seaworthy.

The inspection found no significant humanitarian aid on board, other than a limited amount of food and water intended primarily for the crew. The vessel was also carrying 32 tonnes of fuel. Despite the limited damage, Malta continues to refuse entry to the vessel into its ports. The Government has indicated that it will support the repairs needed for the vessel to continue its journey — thus allowing Malta to maintain a non-involvement stance while avoiding directly hindering the vessel’s humanitarian mission.”


IL FATTO QUOTIDIANO

7 maggio 2025

L’attacco alla Freedom Flotilla è la solita strategia di Israele: colpire contando sull’impunità internazionale

Dalia Ismail

Israele ha sempre agito così: colpendo anche obiettivi internazionali per dimostrare che può farlo, sapendo di restare impunito. Normale che poi veda una contraddizione nel fatto che oggi qualcuno si scandalizzi


AGGIORNAMENTO DI GIOVEDI’ 8 MAGGIO

TIMES OF MALTA

8 May 2025

Mediterranean crosshair in Israel’s shadow war

How a neutral island and its environs overnight become a playground for intelligence gathering and covert operations


COLLETTIVA

9 maggio 2025 • 06:38

L’ultimo giorno di Gaza: l’Europa contro il genocidio

In concomitanza della Giornata dell’Europa, la mobilitazione per chiedere che le istituzioni Ue rompano il silenzio sulla guerra nella Striscia

Simona Ciaramitaro




LIEBER INSTITUTE – WEST POINT

 May 20, 2025

Attack on the MV Conscience: Issues Related to Blockade Law

by Rob McLaughlin