Le Sezioni unite della Cassazione verso un verdetto politico ?

di Fulvio Vassallo Paleologo

Come si poteva temere. Una requisitoria politica che gira sui media come una velina. La Procura generale della Cassazione, sulle prime applicazioni delle procedure accelerate con trattenimento in frontiera regolate dal cd. decreto Cutro, D. L. 20/2023 convertito nella legge 50/2023, recepisce per intero le motivazioni del ricorso contro le decisioni di non convalida dei giudici catanesi, presentato dall’Avvocatura dello Stato per conto del governo Meloni. Certo. Il trattenimento dei richiedenti asilo e’ “legittimo” in “procedura accelerata”, non solo se provengono da “paesi terzi sicuri”, ma se si rispettano tutte le relative previsioni di legge e del diritto europeo ed internazionale, se i provvedimenti di trattenimento sono motivati e convalidati da un giudice nei termini previsti. La circostanza, ormai strutturale, di un afflusso masiccio di migranti nei cd, centri hotspot (punti di crisi) non può comportare la disapplicazione di tutte le norme previste dalla Costituzione, dalla normativa euro-unitaria e dalle Convenzioni internazionali in materia di asilo, di garanzie della libertà personale e di relativo controllo giurisdizionale.

La procedura accelerata in frontiera e’ prevista dalla legge ma deve essere applicata sulla base di provvedimenti legittimi e tempestivi dotati di una congrua motivazione.I decreti di trattenimento devono essere tempestivamente trasmessi dalla questura al giudice della convalida e non dopo una settimana dalla loro adozione. Come riconosce anche l’Avvocatura dello Stato nel suo ricorso, “il Questore, nell’adottare il provvedimento di trattenimento “alla frontiera”, così come pacificamente negli altri casi di trattenimento, è sempre tenuto a fornire una motivazione (v. art. 6, comma 5, d. lgs. n. 142/2015 richiamato dall’art. 6-bis, comma 4) che sia sorretta da: – una valutazione individuale, caso per caso, della necessità e proporzionalità della misura del trattenimento; – la verifica della impossibilità di applicare misure alternative meno coercitive”. Nello stesso ricorso dell’avvocatura dello Stato, e nella corrispondente requisitoria del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, non è fornita la prova di una siffatta valutazione individuale da parte della Questura di Ragusa, nè della impossibilità di applicare “misure alternative meno coercitive” del trattenimento. In proposito non si può addurre la situazione di sovraffollamento del centro Hotspot di Lampedusa, per eludere la rilevanza del mancato rispetto dell’obbligo di motvazione individuale dei provvedimenti di trattenimento e del mancato rispetto dei termini temporali, peraltro aggravato dal trasferimento delle persone richiedenti asilo da Lampedusa al centro Hotspot/CPR di Modica-Pozzallo.

Non spetta al giudice della convalida del trattenimento motivare in ordine a questioni di fatto come l’afflusso massiccio di migranti nei punti di sbarco, che non sono richiamati e documentati nel provvedimento del questore sottoposto al suo esame, provvedimento che, nei casi del centro di Modica- Pozzallo decisi dal Tribunale di Catania, risultava privo di una congrua motivazione individuale. La Cassazione, seppure a sezioni unite, su espressa richiesta del governo ricorrente, non può smentire la sua consolidata giurisprudenza : il provvedimento di trattenimento deve essere adeguatamente motivato in ordine alla situazione personale e concreta del singolo richiedente, non potendosi convalidare un provvedimento di trattenimento dotato di una motivazione solo apparente (v. tra le altre Sez. 1, Ordinanza n. 9046 del 18/01/2023, dep. 30/03/2023).

Non si può sostenere peraltro, come si legge nel ricorso dell’avvocatura dello Stato, che il Decreto Cutro (D. L. 20/2023 convertito nella legge 50/2023). “risponde pienamente alle prescrizioni degli articoli 8 e 9 della direttiva 2013/33/UE dal momento che, come detto, il trattenimento ivi disciplinato: a) non viene disposto per il solo fatto che il soggetto interessato è un richiedente asilo, ma è al contrario finalizzato all’accertamento del diritto del richiedente di entrare nel territorio: si fonda quindi su un motivo specifico, indipendente dallo status di richiedente asilo e corrispondente a quello indicato dall’art. 8, par. 3, lettera c), direttiva 2013/33/UE”. Non si può infatti escludere il diritto di accesso al territorio di una persona che abbia manifestato anche verbalmente l’intenzione di chiedere asilo o altra forma di protezione, nè si può considerare irregolarmente presente nel territorio dello Stato una persona che abbia soltanto manifestato l’intenzione di chiedere protezione, e dunque il trattenimento amministrativo applicato ai richiedenti asilo provenienti da paesi terzi sicuri in base alla legislazione italiana, nella sua attuale previsione normativa integrata con il cd.Decreto Cutro, presenta quel carattere generalizzato ed automatico che la normativa eurounitaria tende ad escludere. Come si è potuto verificare nei primi casi di applicazione delle procedure accelerate in frontiera alle persone trasferite in blocco lo scorso anno dall’hotspot di Lampedusa al centro di Modica-Pozzallo, nei casi sui quali si sono pronunciati i giudici catanesi, negando la convalida dei provvedimenti di trattenimento amministrativo adottati dalla questura di Ragusa.

Quando il Tribunale di Catania richiama la necessità di dare applicazione all’art. 10 ter del Testo Unico sull’immigrazione, nel caso di persone soccorse in mare, non si può sostenere, come tende ad affermare l’Avvocatura dello Stato in sede di ricorso, che “Le norme richiamate dal Tribunale attengono esclusivamente agli obblighi di soccorso in mare e di immediata assistenza medica delle persone soccorse, senza per questo escludere l’irregolarità dell’attraversamento della frontiera e quindi senza alcuna influenza sulla disciplina che attiene alla procedura relativa alle richieste di protezione internazionale e alle possibilità di trattenimento nei casi tassativamente previsti dalla direttiva 2013/33/UE”. L’art. 10 ter del testo unico sull’immigrazione 286/98 e successive modificazioni, richiamato peraltro dal Piano SAR nazionale 2020, disciplina proprio i casi di sbarco e di prima accoglienza delle persone che hanno fatto ingresso nel territorio dello Stato “per ragioni di soccorso”, che non si configura come ingresso irregolare, con una disciplina parziale del cd. approccio Hotspot, e dunque andava correttamente richiamato a fondamento della loro decisione dai giudici di Catania che hanno negato la convalida dei decreti di trattenimento adottati dalla questura di Ragusa.

L’approccio Hotspot, come le procedure accelerate in frontiera, non consentono di eludere, neppure nel caso di afflusso massiccio di migranti, le garanzie in materia di libertà personale e di accesso alla procedura di asilo stabilite dalla Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, dalle Direttive europee in materia di protezione internazionale e rimpatri, dalla Convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell’Uomo.

La Procura generale della Corte di cassazione omette di considerare le dìverse sentenze di condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo proprio per il mancato rispetto dei termini di trattenimento amministrativo e di convalida giurisdizionale, con riferimento a casi nei quali si verificava un “afflusso massiccio” di migranti nel centro Hotspot di Contrada Imbriacola a Lampedusa.

La libertà personale va garantita a prescindere dalla provenienza da un paese terzo sicuro, o meno, anche quando non vi sia una specifica richiesta di protezione. Secondo l’art. 13 della Costituzione “non è ammessa alcuna forma di detenzione, di ispezione o di perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria, e se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. E’ punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”.

Anche a volere escludere il richiamo alla Corte di Giustizia UE nella sentenza del 14 maggio 2020 (cause riunite C-924-19 PPU e C-925-19 PPU, §§ 249 e ss.), operato dai giudici catanesi e contestato dalla Procura generale della Cassazione, il potere del giudice nazionale di disapplicare norme interne in contrasto con il diritto dell’Unione europea appare ben radicato nel nostro ordinamento, e correttamente interpretato ed applicato dai giudici catanesi.

L’ipotesi di un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla questione della garanzia finanziaria dovuta dai richiedenti asilo provenienti da “paesi terzi sicuri”, per evitare il trattenimento amministrativo, costituisce soltanto un espediente per non affrontare la questione della inapplicabilità del cd. Decreto Cutro (D. L. 20/2023 convertito nella legge 50/2023), nella parte che prevede appunto, al fine di evitare il trattenimento amministrativo, una garanzia finanziaria che nessun richiedente asilo, subito dopo lo sbarco, è in grado di versare. Di fatto, anche se con modalità diverse, si generalizza il trattenimento in procedura accelerata per tutti i richiedenti asilo che provengono da “paesi terzi sicuri”, ma sembra che questo in Italia non si possa affermare. Vedremo entro i 90 giorni previsti per la decisione della Corte di Cassazione a Sezioni unite, se questa questione sarà risolta nel senso della disapplicazione della norma interna, o se si preferirà un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea con tempi ancora più lunghi per la decisione finale.

Non ci si può limitare comunque ad esaminare un solo precedente giurisprudenziale della corte di Lussemburgo, come quello contestato dalla Procura generale della Cassazione ai giudici catanesi. La giurisprudenza della Corte di Giustizia UE ha un effetto immediato nell’ordinamento interno e riconosce nel suo complesso al giudice nazionale il potere di disapplicare la norma interna che contrasta con il diritto dell’Unione europea. E nello stesso senso è orientata la Corte costituzionale italiana. La normativa interna incompatibile con quella dell’Unione va dunque disapplicata dal giudice nazionale (Corte cost., 11 luglio 1989, n. 389).

Come si legge in un comunicato dell’avvocata Lo Faro che ha presentato un controricorso davanti alle Sezioni Unite della Cassazione, per uno dei cittadini tunisini per i quali il Tribunale di Catania aveva negato la convalida del trattenimento amministrativo, ” in udienza sono state contestate le conclusioni della Procura Generale e dell’Avvocatura dello Stato. Nella memoria depositata dalla P.G. ( non visibile telematicamente al difensore dei migranti e all’avvocatura dello Stato, letta oralmente ), si confondono i fatti, la data di ingresso e la domanda di protezione  e i  documenti  da cui traggono  origine i decreti di non convalida della dott.ssa. Apostolico e i  decreti di non convalida del Dott Cupri.”

Si dovranno atendere adesso alcune settimane per il verdetto della Corte di Cassazione a Sezioni Unite che potrebbe risolversi in un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, se la Corte condividerà i rilievi della Procura generale sulla conformità al diritto eurounionale della norma contenuta nel cd. Decreto Cutro a proposito del deposito cauzionale da versare per evitare il trattenimento amministrativo. Come riferisce il Corriere della sera, anche per la Procura generale presso la Corte di Cassazione, “ la richiesta di quella «garanzia finanziaria» è sostanzialmente irragionevole e sproporzionata. Impedire, ad esempio, che lo somma di denaro non possa essere fornita da terze persone «sembra introdurre criteri di eccessiva penalizzazione e di discriminazione»; e l’importo “indicato in misura fissa e non individualizzata» contrasta con la proporzionalità e l’adattamento alla «situazione individuale» richiesto da altre regole europee. Per non parlare di come una persona senza documenti possa accedere a una banca”. Un rilievo critico che comunque spazza il campo da tutte le polemiche velenose sull’operato dei giudici catanesi, esposti ad una macchina del fango senza precedenti, con un dossieraggio che ha messo in evidenza i rischi che corre nel nostro paese chi applica la legge nel rispetto della Costituzione e della normativa europea, senza piegarsi agli indirizzi politici del governo.


Pg, ‘trattenimento migranti legittimo se da paesi sicuri’*

++ Pg, ‘trattenimento migranti legittimo se da paesi sicuri’ ++ Procuratore Cassazione, procedura accelerata conforme alla legge (ANSA) – ROMA, 30 GEN –

In tema di trattenimenti di migranti provenienti da Paesi sicuri “la procedura accelerata” messa in atto dal questore di Ragusa “è stata svolta legittimamente e in modo conforme alla legge”. E’ quanto sostenuto dal Pg di Cassazione davanti Sezioni Unite civili chiamate a vagliare 10 ricorsi del Ministero dell’Interno sulle ordinanze con cui il tribunale di Catania (giudici Apostolico e Cupri’) non ha convalidato negli scorsi mesi i trattenimenti di alcuni migranti tunisini a Pozzallo che era stato disposto dal questura in applicazione di quanto disposto dal Governo con il cosiddetto decreto Cutro. (ANSA). 2024-01-30T13:41

Pg, ‘trattenimento migranti legittimo se da paesi sicuri’ (2)

Pg, ‘trattenimento migranti legittimo se da paesi sicuri’ (2) (ANSA) – ROMA, 30 GEN – Nella requisitoria il pg ha spiegato che “non si può trascurare quanto affermato dall’ Avvocatura dello Stato circa la situazione di emergenza a Lampedusa, caratterizzata da flussi consistenti e ravvicinati in quella zona e dall’elevato numero delle domande di protezione internazionale così da rendere difficilmente gestibile la trattazione della domanda nel luogo di arrivo”. Per l’ufficio del procuratore generale, rappresentato in udienza dall’avvocato generale Renato Finocchi Ghersi e dal sostituto procuratore generale Luisa De Renzis, “la peculiare situazione precludeva, con ogni evidenza, ogni possibile accertamento e trattazione della procedura nella stessa zona di arrivo. Del resto, lo stesso giudice di merito non ha accertato in punto di fatto che l’eccezione prevista dalla direttiva citata sia stata utilizzata indebitamente senza che si fosse verificato un flusso di migranti talmente numeroso così da rendere impossibile lo svolgimento della procedura di frontiera a Lampedusa. Né, in proposito, lo stesso richiedente proponeva contestazioni sul fatto che alla frontiera di Lampedusa fosse impossibile trattare la sua domanda di protezione”. Il pg conclude, quindi, che “non si ravvisano dunque le palesi illegittimità riscontrate nel provvedimento perché, come correttamente indicato dall’Avvocatura dello Stato, nel caso di specie si era comunque al cospetto di una delle condizioni (provenienza da un Paese di origine sicuro) e, del pari, si era in presenza di una delle ipotesi di procedura accelerata consentite”. Per il pg, infine, è un “richiamo improprio” quello fatto dal giudice di Catania della sentenza del 14 maggio 2020 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, “per fondare il contrasto tra la norma nazionale e la direttiva, non consente di pervenire a diversa soluzione”. “La sentenza si riferisce – dice il pg – ad una fattispecie normativa diversa da quella esaminata nel presente giudizio. Questa sentenza, nella parte in cui ha affermato che un richiedente la protezione internazionale non può essere trattenuto per il solo fatto che non può sovvenire alle proprie necessità, ha deciso il caso del collocamento e della permanenza dei richiedenti presso la zona di transito di Röszke (in Ungheria) dove il trattenimento dei richiedenti asilo ammesso dal diritto dell’Unione Europea, risultava disposto in mancanza di una decisione da cui trarre le motivazioni (di fatto e di diritto) del trattenimento e del previo esame individuale sulle possibili soluzioni alternative alla privazione della libertà personale. Si trattava pertanto di una sorta di trattenimento ex lege completamente diverso dalla situazione qui esaminata”. (ANSA). 2024-01-30T14:00

++ Migranti: Pg, su garanzia finanziaria intervenga corte Ue ++

++ Migranti: Pg, su garanzia finanziaria intervenga corte Ue ++ (ANSA) – ROMA, 30 GEN – Dovrà essere la Corte di Giustizia europea ad occuparsi della garanzia finanziaria di circa 5mila euro che un richiedente asilo deve versare per evitare di essere trattenuto in un centro alla frontiera in attesa dell’esito dell’iter della domanda di protezione. E’ quanto ha chiesto il pg della Cassazione, riconoscendo legittimi i trattenimenti dei Migranti, davanti alle Sezioni Unite civili chiamate a vagliare 10 ricorsi del Ministero dell’Interno sulle ordinanze con cui il tribunale di Catania non ha convalidato i trattenimenti di alcuni Migranti tunisini a Pozzallo, in applicazione di quanto disposto dal decreto Cutro. (ANSA). 2024-01-30T13:51:00

Migranti: Pg, su garanzia finanziaria intervenga corte Ue (2)

Migranti: Pg, su garanzia finanziaria intervenga corte Ue (2) (ANSA) – ROMA, 30 GEN – Nel quesito che andrebbe posto alla Corte Giustizia della Corte Europea, il pg chiede “se l’art. 8 della direttiva, letto alla luce dei principi di eccezionalità e residualità del trattenimento e di effettività delle misure alternative allo stesso, debba essere interpretato nel senso che, nel caso in cui sia prevista come misura alternativa la costituzione di una garanzia finanziaria, quest’ultima debba rispondere ai caratteri di proporzionalità ed efficacia e se gli stessi rientrino nell’apprezzamento discrezionale del legislatore nazionale o se, invece, debbano rispettare parametri desumibili dal diritto eurounitario, con riguardo al profilo quantitativo (anche in ordine alla possibilità di rapportarlo alla somma necessaria a far fronte alle necessità del richiedente asilo per tuta la durata del trattenimento), al soggetto che può prestarla (se cioè debba essere ammessa la costituzione da parte di un terzo), alla modalità della costituzione”. (ANSA). 2024-01-30T14:09:00+01:00

Migranti: decisione Cassazione nelle prossime settimane

Migranti: decisione Cassazione nelle prossime settimane Le Sezioni Unite hanno 90 giorni di tempo per pronunciarsi (ANSA) – ROMA, 30 GEN – E’ attesa entro 90 giorni la decisione delle Sezioni unite civili della Cassazione chiamate a vagliare 10 ricorsi del Ministero dell’Interno sulle ordinanze con cui il tribunale di Catania non ha convalidato negli scorsi mesi i trattenimenti di alcuni Migranti tunisini a Pozzallo che era stato disposto dal questura di Ragusa in applicazione di quanto disposto dal Governo con il cosiddetto decreto Cutro.

(ANSA). 2024-01-30T14:09:00+01:00


Comunicato della difesa dei migranti (Avv. Rosa Lo Faro) 1.2.2024

In udienza sono state contestate le conclusioni della Procura Generale e dell’Avvocatura dello Stato . Nella memoria depositata dalla P.G. (non visibile telematicamente al difensore dei migranti e all’avvocatura dello Stato, letta oralmente , si confondono i fatti, la data di ingresso, la domanda di protezione , i documenti da cui traggono origine i decreti di non convalida della dott.ssa Apostolico e i decreti di non convalida del Dott Cupri. Nei primi, gli allegati alla richiesta di convalida di trattenimento contengono solo il decreto di trattenimento e null’altro. L’ingresso risale al 20.09.2023 e la domanda è stata effettuata a Lampedusa senza che la stessa sia stata documentata ma, confermata dallo straniero e dal Questore di Ragusa , il decreto emesso il 29.09.2023 , 7 giorni dopo. Di conseguenza, la Dott.ssa Apostolico scrive nel provvedimento finale : per la procedura accelerata ex art 28 bis del commi due lett b bis Dl 25/2008 è stato omesso il decreto della Commissione Territoriale che avrebbe dovuto dichiarare il motivo per cui il migrante doveva essere sottoposto alla procedura accellerata .

Nei 5 procedimenti della non convalida del Dott. Cupri l’ingresso risale al 03.10.2023 , la domanda è stata resa a Lampedusa, lo stesso giorno dello sbarco e il Ministero ha allegato tutti i documenti : infomativa, identificazione, C3 ed infine, il decreto della Corte Territoriale di Siracusa , oltre il decreto di trattenimento datato 06.10.2023 da cui si rilevava che vi è stato uno spostamento della competenza e dei termini per la emissione di un decreto di trattenimento .

Non si puo’ far girare l’Italia ai naufraghi nelle zone di transito dal luogo di sbarco, in attesa che vi sia un posto libero negli Hotspot a seguito di un massiccio flusso di migranti con un provvedimento orale di fermo delle forze dell’ordine. In questi casi il Questore deve emettere nelle 48 ore un decreto di trattenimento.

Il decreto Cutro viola le norme internazionali, quali la Direttiva 32 /13,UE, Direttiva 33/2013, UE e direttiva 115/2008, il Regolamento di Dublino III, quando si discosta dalle loro previsioni stabilendo fattispecie e garanzie che non sono misure alternative al trattenimento :

1. la consegna del passaporto è un requisito inesigibile, poichè il migrante richiedente asilo non puo’ avere contatti con la autorità diplomatica . Parte dal suo paese senza documenti ipso facto ;

2. la garanzia della somma di 4938,00 non è necessaria e proporzionale ed è discriminatoria rispetto alle garanzie finanziarie richieste per l’ingresso regolare in Italia per ottenere un visto e che corrispondono a metà dell’assegno sociale.

Un migrante non puo’ essere trattenuto per il solo fatto che non possiede mezzi di sussistenza per pagare la somma richiesta dall’Italia .

Il rinvio alla CGUE è inutile ed è una richiesta correttiva che puo’ essere chiesta anche dalle Sezioni Unite al governo Italiano con la emissione del principio di diritto che attendiamo.

Pertanto, le conclusioni della PG ed i ricorsi promossi dal ministero vanno respinti.

Avv. Rosa Emanuela Lo Faro