Mai con Frontex, un appello della campagna LasciateCientrare, mobilitazione nelle università

Redazione

Dopo una lettera aperta pubblicata il 24 ottobre del professore Michele Lancione del Politecnico di Torino, il 28 ottobre la campagna LasciateCientrare lanciava un appello, firmato da diverse associazioni, contro la prospettiva che Frontex, la Guardia di frontiera e costiera dell’Unione Europea, si avvalesse delle attività di ricerca delle nostre università pubbliche, ed in particolare del Politecnico di Torino, per ricerche tese a perfezionare gli apparati di sorveglianza e di contrasto della mobilità delle persone migranti e dei richiedenti asilo.

Ripubblichiamo questo appello, al quale si è poi aggiunto un appello del Coordinamento UniTo (Università di Torino in movimento), per allargare la mobilitazione che sta coinvolgendo diverse sedi universitarie, domani una assemblea è prevista a Salerno, mentre si moltiplicano le iniziative di denuncia e si valuta l’operato di Frontex nel quadro delle politiche di esternalizzazione delle frontiere e di negazione sostanziale del diritto di asilo, che costituisce oggi elemento comune tra le politiche nazionali e la politica migratoria dell’Unione Europea.


Per adesioni scrivere a: [email protected]

Appello alle Università e ai centri di ricerca italiani ed europei a non legittimare l’apparato violento, repressivo, espulsivo e razzializzante dell’Unione europea.

MAI CON FRONTEX!

Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e il consorzio italiano composto da Associazione Ithaca, DIST (Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio) del Politecnico di Torino e Ithaca Srl (società controllata dall’omonima associazione) hanno siglato, nel luglio 2021, “un importante contratto per la produzione di cartografia” a supporto delle attività di sorveglianza delle frontiere europee. Il contratto ha una durata di 24 mesi, rinnovabile sino a un massimo di altri 24, con un budget totale di 4 milioni di euro.

Fa parte del consorzio, l’associazione no-profit ITHACA, con sede a Torino, nata come centro di ricerca applicata con l’obiettivo di cooperare con il World Food Programme (WFP) – braccio di aiuto alimentare delle Nazioni Unite – per la distribuzione di prodotti e servizi legati alla tecnologia dell’informazione, “per migliorare la capacità della comunità umanitaria internazionale nel preallarme, nella valutazione dell’impatto precoce e in altre aree correlate alla gestione del rischio”.

L’associazione e l’omonima s.r.l. passano dal supporto alle attività umanitarie al sostegno delle operazioni di controllo dei confini europei coinvolte in violazioni dei diritti dei migranti. Mentre va in porto questo accordo, una parte della società civile europea si leva contro Frontex. Da un lato chi chiede la fine del suo ruolo di gendarme d’Europa, affinché svolga una missione realmente volta alla protezione delle vite umane, dall’altro chi propone una campagna per lo smantellamento dell’Agenzia e “del complesso militare-industriale delle frontiere e per la costruzione di una società nella quale le persone possano spostarsi e vivere liberamente”.

La notizia della collaborazione di una università pubblica per la “produzione di cartografia digitale, mappe di infografica e map book utili all’attività dell’Agenzia”, è apparsa a luglio sul portale PoliFlash ed è stata oggetto di un’inchiesta di Altraeconomia, pubblicata il 20 ottobre. Secondo quanto riportato dal direttore del Dist, “il progetto si inquadra perfettamente nell’obiettivo strategico del Dipartimento” dell’università torinese. In risposta alle richieste da parte della testata giornalistica per avere chiarimenti su quali saranno i servizi offerti, fonti del Politecnico hanno fatto sapere di non essere a conoscenza di quale sarà l’utilizzo finale dei beni prodotti e di non essere autorizzati a rilasciare interviste sull’oggetto del contratto. 

A rompere il silenzio giunge, invece, una decisa presa di posizione di Michele Lancione, docente ordinario del DIST, che, attraverso un testo pubblicato il 24 ottobre, dà voce a un gruppo di colleghi che intende dissociarsi pubblicamente dall’accordo siglato tra il Dipartimento, il Politecnico di Torino, Ithaca Srl e Frontex.

Una presa di posizione “non solo personale, ma politica”, afferma Lancione, ritenendo impossibile “lavorare con chi come Frontex respinge, fomenta xenofobia, uccide”. Il docente esprime il suo dissenso in quanto “accademico critico e cittadino impegnato in primo piano nel comprendere e nel combattere le violente politiche di creazione ed espulsione “dell’altro” che governano l’approccio europeo nella gestione della “questione migrante”.

Riteniamo che questa sia una chiara e doverosa presa di posizione a garanzia della salvaguardia di un reale spazio per gli studi critici all’interno delle università e dei centri di ricerca italiani. 

Non possiamo non ricordare che Frontex è stata, e continua ad essere, oggetto di diverse inchieste giornalistiche e di accuse da parte di associazioni, ong, attivisti, per avere consentito o partecipato ad attività di respingimento illegittime e violente nelle zone di frontiera marittime e terrestri dell’UE. 

Una di queste accuse è arrivata fino alla Corte di Giustizia europea che dovrà discutere in merito a un ricorso riguardante gravissime violazioni dei diritti umani a danno di migranti vittime di respingimenti collettivi nel mar Egeo, mentre cercavano protezione nell’Ue, avvenute con la partecipazione di Frontex.

Sono altrettanto note le accuse rivolte all’Agenzia europea in merito ai violenti respingimenti operati nella rotta balcanica e nel Mediterraneo centrale, i cui assetti aerei sono utilizzati per la sorveglianza utile all’intercettazione e al respingimento dei migranti partiti dalle coste nordafricane attuati dalla cosiddetta guardia costiera libica che, sistematicamente, li deporta nei centri di tortura e di detenzione dai quali fuggono.

Nel corso del 2021, la stessa Agenzia è stata al centro di indagini da parte di diverse istituzioni europee.

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo ha creato un Gruppo di lavoro e di indagine sull’operato dell’Agenzia (il Frontex scrutinity working group), per via della scarsa trasparenza delle sue attività amministrative, e “per le attività di contrasto dell’immigrazione irregolare svolta alle frontiere esterne dell’Unione Europea che non rispetta i diritti umani delle persone intercettate”.

Anche l’Ufficio europeo anti-frode (Olaf) ha aperto un’indagine per fare luce sui suoi bilanci poco trasparenti. Alla fine del 2020 erano state rese note le spese “folli” per eventi di lusso e autocelebrativi, che tra il 2015 e il 2019 hanno ammontato a 2,1 milioni di euro. “Il budget per gli eventi di gala di una sola annata è molto più di quanto stanziato dall’agenzia per l’Ufficio dei diritti fondamentali per tutto il 2020”.

Nel marzo 2021, la commissione di controllo del bilancio del Parlamento europeo ha votato per il rinvio dell’approvazione del bilancio finanziario di Frontex per l’anno 2019. Si è trattato di un gesto simbolico in risposta alla serie di accusa che hanno messo in discussione le attività dell’Agenzia.

Nel giugno di quest’anno, la Corte dei conti europea ha pubblicato una relazione, secondo cui Frontex non ha attuato pienamente il mandato che ha ricevuto nel 2016 e la giudica non ancora pronta ad attuare efficacemente il nuovo ruolo operativo affidatole con il nuovo regolamento del 2019.

Nonostante l’operato di Frontex sia costellato di contestazioni amministrative, contabili e per gravissime violazioni dei diritti umani, le sue risorse e il suo ruolo strategico continuano ad aumentare.

Dal 2005 al 2021, il budget di Frontex è passato da 6,3 a 543 milioni di euro, ma è previsto un sostanziale aumento nel periodo 2021-2027 quando, secondo il nuovo regolamento entrato in vigore alla fine del 2019, oltre all’aumento dei poteri della “super agenzia”, anche la capacità di forza permanente sarà incrementata fino a raggiungere le 10mila unità da dispiegare dentro il territorio dell’Unione o all’esterno.

Desta particolare preoccupazione il coinvolgimento di Frontex in operazioni di intelligence e in programmi e progetti per l’utilizzo di strumenti altamente tecnologici per la sorveglianza delle frontiere, per i quali sarà responsabile di garantire la sicurezza dei dati trasmessi e condivisi anche con i paesi terzi per favorire rimpatri e respingimenti.

Alla luce di quanto descritto, ci chiediamo quali valutazioni politiche ed etiche, oltre a quelle di ordine finanziario, abbiano portato una Università pubblica a decidere di collaborare con un’agenzia europea il cui operato ha posto una serie di dubbi di legittimità.

Quanti altri accordi di questo tipo sono stati siglati da università e centri di ricerca in collaborazione con questo violento sistema europeo di controllo, repressione ed espulsione “dell’altro”?

Invitiamo le Università e i centri di ricerca italiani ed europei a non legittimare l’apparato violento, repressivo, espulsivo e razzializzante dell’Unione europea, le cui politiche sono incentrate sull’ossessivo controllo delle frontiere a qualsiasi costo, attraverso l’utilizzo di tecnologie sempre più avanzate, sulla costruzione di muri sempre più alti, tutto a dispetto del rispetto dei diritti delle persone in movimento e della dignità umana.

Chiediamo a tutte le voci critiche di avere il coraggio di emergere.

Qui trovi il testo dell’appello in inglese

Aderiscono:
ADIF – Associazione Diritti e Frontiere
Campagna LasciateCIEntrare
Rete antirazzista catanese
Progetto Melting Pot Europa
Legalteam Italia
Campagna Abolish Frontex
Carovane migranti
Michele Lancione docente politecnico di Torino
Melitea
Gruppo di ricerca SLANG – Slanting Gaze on Social Control, Labour, Racism and Migrations, Università di Padova (https://www.slang-unipd.it/) (Claudia Mantovan, Annalisa Frisina, Francesca Vianello, Francesca Alice Vianello, Devi Sacchetto)
Linea d’Ombra ODV
Gennaro Avallone (docente Università di Salerno)
Roberto Beneduce, professore ordinario di Antropologia culturale, Dipartimento di Culture, Politica e Società, Università di Torino
Federica Sossi, Università di Bergamo
Javier González Díez, Università di Torino
Redazione di Ultima Voce
Rete femminista No muri No recinti
Valentina Pazé (docente Università di Torino)
Cornelia Isabelle Toelgyes
Mari D’Agostino, P.O. dell’Università di Palermo
Redazione di Comune-info.net
Redazione di Benvenuti Ovunque
associazione Small Axe odv
Collettivo artistico e politico Eutopia-Democrazia Rivoluzionaria
Pietro Saitta, docente Università di Messina
Pietro Deandrea, professore associato, Università di Torino
Centro Studi Sereno Regis di Torino
Caterina Peroni, IRPPS-CNR, Roma
Enrico Gargiulo, Università di Bologna
Gruppo di Mediterranea Torino
Francesca Governa, Politecnico di Torino
Gruppo ON BORDERS ( https://onborders.altervista.org/)
Angela Dogliotti, Centro Studi Sereno Regis, Torino
Antonello Petrillo, Università degli Studi S.O. Benincasa, Napoli
Iain Chambers, Università di Napoli, Orientale
Carmelo Buscema, Università della Calabria
Fridays for Future Cagliari
Statewatch
Stefania Ferraro, Università degli Studi S.O. Benincasa, Napoli
Viola Castellano, ricercatrice e professoressa a contratto dell’Università di Bologna
Giuseppe Mosconi, Università di Padova
Mariafrancesca D’Agostino, Università della Calabria
Francesco Biagi, Facoltà di architettura dell’Università di Lisbona
Maurizio Memoli, Ordinario di  Geografia politica ed economica, Università di Cagliari
Antonio Ciniero, università del Salento
Gianfranco Ragona, Università di Torino
Onofrio Romano, Associate Professor of Sociology, Department of Political Sciences, University of Bari “A. Moro”
Chiara Cacciotti , assegnista di ricerca, DIST – Politecnico di Torino
Fabrizio Greco, Unisob Napoli
Giulia Giraudo, dottoranda dell’università di Torino ( dottorato in mutamento sociale e politico).
Valeria Cappellato, università di Torino
Paola Gandolfi, Università di Bergamo
Silvia Aru, ricercatrice Politecnico di Torino
Ugo Rossi, professore universitario, Gran Sasso Science Institute
Daniela Leonardi, ricercatrice post-doc, Università di Parma
Augusto Borsi – Prato
Giuliana Commisso, Università della Calabria – Rende (CS) IT
Laura Ferrero, Docente a contratto, Università di Torino
Bruno Montesano, studente del Phd in Mutamento sociale e politico (UniTo/UniFi)
Paola Sacchi, Università di Torino
Silvia Cirillo, dottoranda in Global Studies presso Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
Maria Rosaria Marella, Università di Perugia
Daniela Morpurgo, Post-doc fellow, Polytechnic of Turin, DIST – Interuniversity Department of Regional and Urban Studies, Part of “Inhabiting Radical Housing” ERC research team
Silvia Di Meo, dottoranda Università di Genova
Paola Minoia, University of Helsinki e Università di Torino
Chiara Maritato, Università di Torino
Lorenzo Delfino, Sapienza, Roma
Francesca Della Santa, Università di Bologna
Marika Giati, Università di Bologna
Camilla De Ambroggi, Università di Bologna
Clemente Parisi, Università di Bologna
Jacopo Bonasera, Università di Bologna
Annalisa Cananzi, Università di Bologna
Margherita Cisani, Università di Padova, Assegnista di Ricerca, Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA)
Sara Caramaschi, Postdoctoral Researcher in Urban Studies, Gran Sasso Science Institute
Leonardo Ravaioli, Università di Roma Tre
Dana Portaleone, Università di Bologna
Magda Bolzoni, Università di Torino
Giacomo Pettenati, Università di Torino
Luca Cobbe – Università La Sapienza Roma
International Support – Human Rights (https://supportuganda.wordpress.com)
Claudia Ortu, Università degli studi di Cagliari
Giulia Marroccoli, Università di Torino.
Associazione Accoglienza ControVento
Giada Coleandro dottoranda Università di Bologna
Alida Sangrigoli, dottoranda Politecnico di Torino
Lorenzo Mauloni, dottorando Politecnico di Torino
Riccardo Putti, docente di Antropologia Visiva, DIPOC – Università degli Studi di Siena
Gaja Maestri, Aston University (Birmingham), Regno Unito
Matilde Ciolli, Università di Milano
Matteo Rossi, Università di Torino
Emanuele Frixa, Università di Bologna
Laura Burocco post-doc fellow university of the western cape, SA
Federico Chicchi, Università di Bologna
F.M. Paladini, Università di Torino
Cristina Del Biaggio, geografa, Université Grenoble Alpes (Francia) et Laboratorio di ricerca Pacte (Grenoble)
Giulia Fabini, Università di Bologna
Monica Massari, Università di Milano
Francesco Nurra, dottorando Politecnico di Torino
Paolo Novak, SOAS, University of London
Mediterranea Saving Humans APS
Le Veglie contro le morti in mare
Gruppo Torinese di BDS Italia
Andrea Beltrami – Gradisca d’Isonzo (GO)
Le studentesse e gli studenti di Progetto Palestina
Camillo Boano- Politecnico di Torino
Gaia Casagrande, PhD – Sapienza Università di Roma -Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale
Edoardo Esposto, ricercatore e professore a contratto Sapienza Università di Roma
Flora Cappelluti, giornalista freelance
Alessandro Simoncini, Ricercatore, Università per Stranieri di Perugia
Fiorenza Taricone Università di Cassino e Lazio Meridionale
Battista Garibaldi
Francesco Chiodelli  Associate professor in urban and legal geography Director of OMERO – Interdepartmental Research Centre for Urban Studies DIST – Interuniversity Department of Regional and Urban Studies and Planning- Università degli studi di Torino
Antonio Vesco- Università di Catania
Carlotta Mozzana Assistant Professor of Sociology- Department of Sociology and Social Research- University of Milano-Bicocca
Borderline Sicilia
Federica Borlizzi, dottoranda dell’Università Roma Tre
Annamaria vitale Università della Calabria
Simone Tulumello, Università di Lisbona
Gloriamaria Avolio, dottoranda in Global Studies, Università degli studi di Urbino
Ida Dominijanni, giornalista
Alessandra Corrado, Università della Calabria
Fortunato Maria Cacciatore, Università della Calabria
Giulia Bonanno, Dottoranda in Studi Urbani, Sapienza Università di Roma
Elena Giacomelli, Università di Bologna
Baobab Experience
Lorenzo Visconti, assegnista di ricerca, Dipartimento di Biochimica dell’Università la Sapienza di Roma
Antonella Vitale
Erica Mangione, dottoranda Politecnico e Università di Torino
Roberta Altin, Prof. Associata, Coordinator CIMCS, Università degli Studi di Trieste
Roberta Ferrari, Università di Bologna
Patrizia Ferrante, dottoranda Università di Torino
Chiara Langerame, studentessa Università degli Studi di Salerno
Letizia Danieli
Associazione Dottorandi e dottori di ricerca in Italia
Beatrice Pizzini, associazione Soomaaliya Onlus
Fridays For Future Val Susa
Sergio Genini, Le veglie contro le morti in mare
Daniela Pantaloni già docente di Diritto Economia e Finanze
Mesut Dinler, ricercatore, Politecnico di Torino
Angela Fedi, Università di Torino
Elisabetta Benigni – Università degli Studi di Torino
Silvia Gattino – Università degli Studi di Torino
Lorenzo Soprani, studente, Università degli Studi di Torino
Maria Pone, docente a contratto per l’Università della Calabria
Edoardo Fabbri, dottorando, Università degli Studi di Napoli Federico II
Paolo Vernaglione Berardi – Laboratorio “archeologia filosofica” –www.archeologiafilosofica.it
Alberto Marzo, dottorando, Università di Roma La Sapienza
Serena Olcuire, assegnista di ricerca, DICEA-Sapienza Università di Roma
Stefania Ferraro, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Livia Apa ricercatrice indipendente
Francesco Correale, CNRS, UMR 7324 CITERES, Tours – Francia
Nicola Melis, Università di Cagliari
Elisa Bignante, Università di Torino
Master Studi dell’ambiente e del territorio – Environmental Humanities, Università Roma Tre
Antonio Mazzeo , giornalista e blogger antimilitarista
Comitato locale di Torino Un Ponte Per
Gigi Malabarba, RiMaflow Fuorimercato, Milano
Paola Pecco
Simona Petey Mautino, antimilitarista, docente presso I.I.S G. Ferraris Settimo T.se
Silvia Antinori, Università di Roma la Sapienza
Graziella Arcuri
Luca Daminelli, Dottorando in Migrazioni e Processi Interculturali, Università di Genova
Giovanna Di Matteo (ricercatrice precaria, geografa, Università Ca’ Foscari Venezia)
Elia Silvestro, dottorando, Politecnico di Torino
Livio Amigoni, Università di Genova
Omar Ezzine, Università di Bergamo
Chiara Molinero, MSCA, Università di Genova

Per adesioni scrivere a: [email protected]


Coordinamento UniTo

È questa la ricerca di frontiera?

Comunicati 23 novembre 2021

Contro la collaborazione di Unito con Frontex

All’attenzione del magnifico Rettore (prof. Guido Saracco) e del Senato Accademico del Politecnico di Torino,
del magnifico Rettore (prof. Stefano Geuna) e del Senato Accademico dell’Università di Torino,
del Direttore del Dipartimento DIST, Prof. Andrea Bocco,
degli afferenti al Dipartimento DIST.

Carissim*,

vi scriviamo spinti da una grande preoccupazione riguardo alla collaborazione tra il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio e l’agenzia Frontex.

Come annunciato dal magazine del Politecnico PoliFlash in data 14/7/21, Frontex ha affidato al Dipartimento e a Ithaca srl un “importante contratto” per “la produzione di cartografia digitale, mappe di infografica e map book utili all’attività dell’Agenzia”, per la durata di 24 mesi più altri eventuali 24, “con un budget totale di 4 milioni di euro”. Secondo il prof. Piero Boccardo, presidente di Ithaca srl, “una nuova sfida che ci rende orgogliosi”. Nello stesso articolo il prof. Stefano Corgnati, Vice Rettore alla Ricerca del Politecnico, e il prof. Andrea Bocco, Direttore del DIST, commentano il progetto con toni altrettanto entusiasti

(https://poliflash.polito.it/in_ateneo/politecnico_e_ithaca_insieme_per_la_produzione_di_cartografia_per_l_agenzia_europea_frontex).

Dietro alla nostra preoccupazione ci sono imperativi etici e morali, considerando le documentate attività di respingimento illegittime e violente per cui l’agenzia Frontex è sotto inchiesta. Come scrive Francesca Spinelli sul settimanale Internazionale del 4/11/21, Frontex “nei suoi sedici anni di esistenza, è stata accusata di violazioni di diritti fondamentali così tante volte da fare concorrenza al primo ministro ungherese Viktor Orbán […] Le inchieste sul suo operato si moltiplicano, giornalistiche ma anche istituzionali (dopo le conclusioni del parlamento europeo e della Corte dei conti europea, si aspettano quelle dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode, che ha aperto un’indagine alla fine del 2020). Sul fronte legale due denunce sono state presentate alla Corte penale internazionale nel 2018 e 2019, altre due alla Corte di giustizia europea nel 2021.”

Lo stesso articolo di Internazionale riporta la vicenda di Michele Lancione, professore afferente al DIST che, a fronte del silenzio dei colleghi, ha portato alla luce pubblicamente una vicenda grave per tutta l’università torinese

(https://www.internazionale.it/opinione/francesca-spinelli/2021/11/04/frontex-campagna-abolizione).

Come Coordinamento UniTo desideriamo innanzi tutto ringraziare Michele Lancione e portargli la nostra solidarietà.

Inoltre chiediamo:

-) ai Rettori e ai Senati Accademici di PoliTo e UniTo, e ai vertici del Dipartimento interateneo DIST, di interrompere questa collaborazione;

-) agli afferenti del Dipartimento DIST, di prendere pubblicamente le distanze dal contratto di collaborazione con Frontex.

Il Coordinamento UniTo