Che fine ha fatto l’operazione Triton? Ancora vittime mentre diventano sempre più difficili i soccorsi da parte delle Ong

Fulvio Vassallo Paleologo
Un comunicato di Frontex, riferisce di 2800 persone soccorse nel  Mediterraneo Centrale da cinque assetti navali della missione Triton.Nessuno di questi mezzi è stato avvistato in attività al di là della Siem Pilot (nave di Frontex) che ieri mattina si trovava appena fuori dalle acque territoriali libiche, davanti alla costa di Sabratha, con diverse centinaia di migranti a bordo e nella impossibilità di soccorrerne altri presenti in gommoni vicino alla stessa nave. Attendiamo conferma di queste notizie e soprattutto vorremmo sapere dove queste persone saranno sbarcate, e da quali navi. A fronte del rischio che fra le persone “soccorse da Frontex” vengano conteggiate anche quelle assistite da unità navali di questa agenzia ma successivamente “recuperate” dalla Guardia costiera libica. Tutte le navi umanitarie, presenti a nord della costa libica, in acque internazionali, hanno rilevato la “invisibilità” dei numerosi assetti navali, addirittura undici, che sulla carta comporrebbero l’operazione Triton. Una operazione che ha il compito principale di contrastare l’immigrazione iregolare e di controllare le frontiere esterne dell’Unione Europea, compito che evidentemente presupporrebbe una presenza diffusa proprio al limite delle acque territoriali libiche, ma che, in base al Regolamento n. 656 del 2014, deve rispondere alle chiamate di soccorso e partecipare attivamente alle attività SAR coordinate dal Comando Centrale della Guardia Costiera (MRCC).  Dove sono le 11 navi di Frontex Triton? Siamo tutti con le ONG abbandonate come i migranti nel mare in burrasca e attaccate da terra.Ed anche dalla Libia.  Cosi’ non si puo’ andare avanti.
Sempre piu’ spesso si sta consentendo alla sedicente Guardia Costiera libica di andare in acque internazionali a riprendersi i migranti in fuga. Alla stessa Guardia Costiera libica che accusa le Ong.
Mentre non sono chiari gli assetti operativi attuali dell’operazione Triton di Frontex, qualcuno ripropone come luogo di sbarco sicuro Malta. Una ipotesi che potrebbe alimentare di nuovo il contenzioso che sembrava risolto con l’avvio dell’ operazione Mare Nostrum dopo le stragi del 3 e soprattutto dell’11 ottobre 2013 proprio a sud di Malta. Una strage sulla quale si deve ancora indagare. Stragi che potrebbero ancora ripetersi se non fossero chiariti una volta per tutti i rapporti i rapporti fra le autorità SAR italiane e maltesi e se fossero allontanate le navi umanitarie.
Ancora sabato scorso si è verificata un’altra strage,  come si apprende dai superstiti soccorsi dalla nave Fiorillo (Guardia costiera italiana). Una strage che avrebbe potuto ripetersi ancora nella giornata di domenica, dopo che un gruppo di migranti che si trovavano in mare a fianco della Siem Pilot non sono stati presi a bordo di questa nave perché ormai troppo piena, correndo il rischio di essere ripresi dai libici.

E, come avevamo previsto arriva dall’Oim la conferma di una ennesima strage, verificatasi in occasione di un intervento della sedicente guardia costiera libica.quali sono state le modalità’ di intervento dei libici? Le unita’ di Frontex erano a conoscenza dell’ intervento dei libici? Su questo incidente e sugli altri simili che si sono già’ verificati, chiediamo una inchiesta internazionale.
Tutto questo avviene  anche ma non solo, a causa della macchina dl fango che  ormai da mesi sta cercando  di impedire le attività di ricerca e soccorso messe in atto dalle Ong, sotto il coordinamento  della Guardia costiera italiana, nelle acque internazionali prospicienti la costa libica. Una zona di mare nella quale non si può delegare a nessun altro la competenza a coordinare le attività SAR perché non sarebbe garantito lo sbarco in un “luogo sicuro” previsto dalle Convenzioni  internazionali, che non è il porto più vicino. Avvertenza che deve valere soprattutto alla vigilia della consegna di dieci motovedette alla Guardia costiera libica
Per chi volesse ulteriormente approfondire questa materia consigliamo alcuni link divisi per settore.

 

Sull’operazione Triton dell’Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne  (Frontex)

https://eeas.europa.eu/sites/eeas/files/5_euoperationsinmed_2pg.pdf

http://www.marina.difesa.it/EN/operations/shade_med/Documents/shade_med_1_2016/FRONTEX.pdf

http://frontex.europa.eu/pressroom/hot-topics/the-role-of-frontex-in-search-and-rescue-EQYKeH

https://books.google.it/books?id=xvsjDQAAQBAJ&pg=PA228&lpg=PA228&dq=frontex+triton+operational+plan+2016&source=bl&ots=5JXPUAuc_i&sig=rU4ivA4VHwEVz3BPI38D–oGCpo&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiyy8bK7trTAhUJM8AKHRILASU4FBDoAQhrMAk#v=onepage&q=frontex%20triton%20operational%20plan%202016&f=false

Sull’operazione EUNAVFOR MED altrimenti denominata “Operazione SOPHIA”.

https://wikileaks.org/eu-military-refugees/EEAS/EEAS-2016-126.pdf

https://eeas.europa.eu/sites/eeas/files/factsheet_eunavfor_med_en_0.pdf

https://eeas.europa.eu/csdp-missions-operations/eunavfor-med/25188/mogherini-chairs-eu-defence-ministers%E2%80%99-meeting-and-visits-operation-sophia-flagship_en

http://statewatch.org/news/2016/dec/eu-council-eunavformed-jan-oct-2016-report-restricted.pdf

Studi ed analisi sugli obblighi di cooperazione nelle attività di ricerca e soccorso in mare.

http://nearfuturesonline.org/wp-content/uploads/2016/03/Heller_Pezzani_Ebbing_2016.pdf

http://www.ics-shipping.org/docs/default-source/resources/safety-security-and-operations/imo-unhcr-ics-rescue-at-sea-guide-to-principles-and-practice-as-applied-to-refugees-and-migrants.pdf?sfvrsn=25