Oltre la propaganda, il dovere della verità. Anche le calunnie possono uccidere.

Sul nostro sito, che vuole essere soprattutto di approfondimento, ricerca e quando è necessario denuncia, non siamo soliti riprendere dichiarazioni o commenti di politica interna italiana. Lo facciamo oggi, per la gravità delle affermazioni espresse dal M5S riguardo alle Ong che salvano i migranti in mare. Il movimento di Grillo ha sempre avuto posizioni oscillanti in materia di migrazione, alternando uscite avventate e spesso provocatorie, quando non francamente razziste, come quella del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio rispetto alla criminalità importata dalla Romania  a politiche più aperte di esponenti eletti nelle istituzioni locali, nazionali ed europee. Con quelli tra loro, soprattutto a livello europeo, che hanno mostrato interesse e sensibilità alle tematiche delle migrazioni, sostenendo battaglie non certo popolari, abbiamo avuto un rapporto fecondo e dialettico, sia come associazione sia come singoli. Anche se il confronto a volte non è stato facile nè risolutivo, siamo sempre riusciti a dialogare in modo non ideologico, entrando nel merito e nella sostanza dei problemi. Poi è arrivato il post dello scorso 21 aprile, sul blog che costituisce la piattaforma mediatica ufficiale del movimento.

Un post non firmato in cui, partendo “dall’escalation degli sbarchi” si elencano una serie di elementi  non veri che di fatto allineano il M5S, antisistema per eccellenza, all’interno di una logica di unità nazionale che, in materia di immigrazione e sicurezza, coinvolge gran parte del Parlamento. Si parla di “numeri impressionanti” e “boom di arrivi nel 2016”, quando gli arrivi complessivi nel Mediterraneo non sono molto cambiati rspetto al 2014 e 2015, mentre invece è cambiata la politica europea, che – chiudendo la rotta balcanica e l’accesso alla Grecia tramite l’Egeo, con l’accordo UE-Turchia – ha lasciato aperta (per ora) solo la rotta centrale, quella più pericolosa, dalla Libia all’Italia. A causa di questi arrivi – si legge sulla pagina di Beppe Grillo – e dell’aumento della spesa che ne consegue, i costi per l’accoglienza previsti nel Def potrebbero toccare i 4,6 mld di euro. La stessa argomentazione del leader leghista Salvini, che ha minacciato di denunciare il governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Secondo il M5S, “i flussi migratori ci costerebbero più della manovra” e porteranno ad aumentare le tasse degli italiani. Il fatto che gran parte delle risorse per l’accoglienza provengano dall’UE sembra sfuggire all’autore del post. Che subito dopo calca la mano, concorde con l’agenzia Frontex e con la procura di Catania, sul ruolo delle Ong nel soccorso in mare. Nel testo si fa una ricostruzione assai deformata della realtà e si afferma che le navi umanitarie, che spesso battono “bandiere ombra” , “se ne starebbero parcheggiate a Malta per poi avvicinarsi a poche miglia dalle coste libiche, e sempre nella stessa area molto circoscritta in prossimità di Tripoli. Caricano i migranti – salpati su gommoncini economici adatti a percorrere quelle poche miglia – e poi li consegnano ai porti italiani prima di ritornare alla loro base maltese”.

Pur essendo presente nella commissione Difesa del Senato che in questi giorni ascolta i responsabili delle Ong – che stanno spiegando per filo e per segno il loro modus operandi (ne abbiamo dato in più occasioni resoconto e continueremo a farlo sul nostro sito, si pensi a Proactiva Open Arms o a SOS Mediterraneé) – il M5S si accoda agli attacchi piu‘ velenosi ripetuti da settimane dalla stampa di destra, mutuandone persino la terminologia sprezzante: “In base a quale accordo queste Ong se ne stanno a ridosso delle coste libiche per fare il pieno di migranti e portarli in Italia? Da dove arrivano questi soldi? Con chi si relazionano in Libia?”

Come si fa a parlare di “fare il pieno” di migranti, quando nei giorni  dell‘ultima Pasqua centinaia di persone sono rimaste per ore e ore abbandonate in mare, nonostante le ripetute richieste di soccorso, e solo le navi umanitarie hanno evitato una sciagura immane? Ci viene spontaneo chiedere alle persone, agli amici del M5S con cui ci siamo relazionati, se condividono simili posizioni, che conducono inevitabilmente a criminalizzare Ong che ricevono premi per la pace e per i diritti umani, anziché a proteggerle come un frutto prezioso della società civile. Questa politica finirà con il costringere le Ong a ritrarsi, lasciando il Mediterraneo sguarnito nella sua fascia più prossima alle acque territoriali libiche, a seguire la lezione esemplare suggerita da Frontex: la pratica della dissuasione delle partenze, che comunque continueranno a costi sempre piu‘ elevati. Non più azioni di soccorso come dettato, oltre che dal diritto internazionale, da un minimo senso di umanità, ma un mare vuoto, che ingoia e permette di nscondere all‘opinione pubblica i corpi dei migranti che annegano in mare.

Vorremmo chiedere alle persone, agli amici del M5S con cui abbiamo lavorato in tante occasioni, cosa pensano delle parole di Grillo e di Luigi Di Maio, che il 22 aprile ha scritto su Facebook: «Chi paga questi taxi del Mediterraneo? E perché lo fa? Presenteremo un’interrogazione in Parlamento, andremo fino in fondo a questa storia e ci auguriamo che il ministro Minniti ci dica tutto quello che sa». Forse dovrebbero consigliargli di leggere gli atti parlamentari e documentarsi utilizzando le numerose fonti disponibili. Forse dovrebbero suggerire a Grillo e Di Maio, prima di infangare l’operato delle navi umanitarie, di parlare, anche per pochi minuti, con chi è stato salvato dopo aver visto morire familiari e amici. E con chi dedica parte della propria vita, come volontario, a rendere meno empia la faccia dell’Europa, facendo ciò che le isituzioni hanno smesso di fare, mentre i funzionari dell’Unione si riempiono la bocca con le dichiarazioni sui diritti umani. Mentre tutti attaccano le ONG che salvano vite umane in mare, il ritiro delle navi europee e la politica della dissuasione, che passa anche attraverso la campagna di calunnie rivolte agli operatori umanitari, sta comportando un numero sempre più alto di vittime.