Giornata mondiale del rifugiato 2016 #20giugnoLasciateCIEntrare

Il 20 giugno prossimo in numerose città italiane, delegazioni promosse dalla Campagna LasciateCIEntrare, organizzeranno mobilitazioni davanti ai tanti centri per richiedenti asilo e migranti operanti sul territorio nazionale. Le delegazioni cercheranno di avere accesso alle diverse strutture facendo in modo che soprattutto la società civile e i mezzi di informazione possano monitorare quanto vi avviene dentro, quanto i diritti delle persone sono rispettate e quanto si possa realmente parlare di accoglienza. Delegazioni chiederanno di entrare anche nei CIE tuttora aperti, dove si pratica la detenzione amministrativa per avviare espulsioni di chi non è ritenuto in diritto di restare in Italia. Centri di cui la Campagna chiede da anni la chiusura. Come ADIF sosteniamo tale iniziativa e parteciperemo alla giornata invitando tutte e tutti a contribuire alla sua riuscita.

 

Sono tantissimi i centri per migranti aperti ed operativi in Italia, gestiti direttamente dal Ministero dell’Interno e dalle Prefetture o dai privati in tutta Italia: si chiamano CAS, CARA, CPSA, HUB ed HOTSPOT.

I CAS sono presenti capillarmente in ogni regione, ve ne sono oltre 3000 per un totale di richiedenti asilo accolto pari al 72% di coloro che sono arrivati in Italia dai tanti scenari di guerra e di crisi (al 31.12.2105 nei CAS erano ospitati 76.683 migranti).

L’iniziativa nasce dalla constatazione che numerossimi sono i centri per migranti operativi nel paese offlimits a qualsiasi tentativo di monitoraggio delle condizioni d’accoglienza. Luoghi nodali per i respingimenti illegittimi che si stanno operando o per violazioni dei diritti umani, o segnalati e denunciati dai migranti per “mala gestione”. Alcuni di essi, a seguito di segnalazioni e denunce da parte della campagna LasciateCIEntrare, sono stati poi finalmente chiusi dagli organi competenti e alcuni enti gestori sono sotto indagine.

Dopo un anno di visite e relazioni come campagna abbiamo pubblicato il Rapporto “Accogliere, la vera emergenza” con le relazioni e le criticità riscontrate nei centri visitati.

In Italia sono ancora aperti 4 CIE: a Roma, Torino, Caltanissetta, Brindisi. L’accesso è discrezionale ed in alcuni luoghi non siamo ancora riusciti ad entrare come ad esempio negli attuali “Hot Spot”: centri ancora offlimits per la stampa e la società civile.

Sin dalla sua nascita la Campagna ha promosso numerosi presidi e delegazioni nazionali nelle principali città italiane. In particolare, ampia risonanza mediatica ha avuto la prima mobilitazione nazionale del 25 luglio 2011 che ha visto per la prima volta, la denuncia a livello nazionale dello stato dei CIE, strutture allora ancora sconosciute ai più, oltre il limite della vivibilità e del rispetto della dignità umana, ove siverificavano continue e sistematiche violazioni dei diritti umani fondamentali.  Quel giorno molti parlamentari entrarono per la prima volta in queste strutture per troppo tempo rimaste “invisibili” alla politica, alla stampa e all’opinione pubblica.

Il 20 giugno, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, vogliamo lanciare una mobilitazione nazionale, in contemporanea in moltissime regioni e città d’Italia, per entrare nei centri, insieme alla stampa italiana ed estera, a parlamentari, assessori, consiglieri regionali, avvocati ed alle associazioni della società civile.

Chiederemo autorizzazione per accedere alle varie strutture, e raccoglieremo

diversi dati in particolare:

• quali Prefetture hanno autorizzato o negato l’accesso;

• motivazioni del mancato accesso;

• istanze dei migranti;

• relazioni dettagliate sulle visite nei centri;

• rapporto e valutazioni delle associazioni.

Vogliamo farlo in questo momento che riteniamo particolarmente grave tanto per l’Italia che per l’intero contesto europeo. Le recenti vicende internazionali, dall’accordo fra UE e Turchia per il controllo dei richiedenti asilo provenienti da paesi in guerra, all’innalzamento di muri che chiudono tanto le frontiere esterne che quelle interne del “Continente Fortezza” fino all’elaborazione di piani che sembrano avere come unico scopo il controllo, la repressione e il rimpatrio di chi non è ritenuto degno di protezione ci creano indignazione e preoccupazione. Temiamo che si stia facendo morire il diritto d’asilo e contemporaneamente molte delle modalità di accoglienza che vengono fornite si dimostrino sempre più inadeguate quando non fondate unicamente su logiche di profitto e spesso di malaffare coperte da condizioni di presunta emergenza. Vogliamo che la società civile, di cui siamo parte, possa poter verificare nei luoghi di accoglienza e in tutti i centri per migranti, comunque chiamati, il rispetto dei diritti umani l’avviamento di percorsi che portino chi vi è ospitato alla completa autonomia e condizioni di lavoro dignitose anche per chi in tali centri opera.

LasciateCIEntrare lancia questa iniziativa a livello nazionale, chiedendo a tutte le realtà di intervenire e collaborare alle visite, coordinandoci con le diverse delegazioni sui diversi territori.

Aderiscono alla manifestazione: FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, USIGRAI, Art.21.

NOTA BENE: per far parte delle delegazioni che chiederanno ingresso nei CIE e nei CARA l’invio della conferma e della copia del documento dovrà essere inviata entro e non oltre il 27 maggio. Questo per consentire di poter inviare le richieste alle Prefetture di competenza con adeguato anticipo per la procedura di autorizzazione anche del Ministero dell’Interno e delle Questure competenti. Per l’accesso è richiesto copia di un documento di identità e, in caso di giornalista, anche del tesserino stampa.

 

PER ADESIONI e INFO LOGISTICHE: [email protected]

CONTATTI

Gabriella Guido – Portavoce LasciateCIEntrare – +39 329.8113338

Yasmine Accardo – Referente dei territori – +39 349.7565172

Stefano Galieni – Ufficio stampa – +39 347.1777846

Maria Valentina Tora – Referente organizzazione #20giugnolasciatecientrare –

+39 393.9644597